+300% in 18 mesi, perso in 100 giorni: una lezione sulla gestione del rischio nel trading

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Nel trading, quando arriva un forte drawdown, la prima domanda è quasi inevitabile: “Cosa ho sbagliato?”

Ma c’è un’altra domanda, molto meno comune, che secondo Andrea Unger un trader dovrebbe imparare a farsi:

“Perché sto guadagnando così tanto?”

La storia di Paolo, raccontata durante la tavola rotonda dei trader dell’Unger Academy Summit Live 2026, mostra molto bene perché questa domanda può essere importante.

Dopo aver ottenuto oltre il +300% in meno di 18 mesi di trading live, Paolo ha perso quanto aveva guadagnato nei successivi 100 giorni.

Cosa è successo? E soprattutto, cosa possiamo imparare dalla sua esperienza sul rischio nel trading, sul livello di rischio che scegliamo di assumere e sull’overconfidence che può svilupparsi proprio quando i profitti nel trading sembrano confermare che tutto stia andando per il verso giusto?

Guarda il video per scoprire la storia di Paolo e l’analisi di Andrea Unger.

Buona visione!

P.S. Se vuoi saperne di più sulla questione rendimento-rischio nel trading, non perderti anche questi due contributi di Andrea:

 

Trascrizione

Gestione del rischio nel trading: cosa possiamo imparare dall’esperienza di Paolo

Debora Rosciani

E vabbè, eri comunque un assente giustificato dalle tue strategie, visto che sei stato incollato a questo palco, e anche con grande beneficio, appunto, di tutta la platea.

Vi ho trascurato un po’ troppo a lungo, ci dispiace, ma adesso tutto il palcoscenico è per voi.

Peraltro, Paolo Villa, adesso racconteremo la tua storia, che è pure molto interessante, con anche un momento di drawdown, se vuoi, da condividere. Ma non sarà la prima cosa da raccontare al pubblico, sennò penserà: “Ma questo poverino lo avete chiamato per raccontare un momento difficile delle sue strategie?”.

Paolo è studente da fine 2022, general manager in un’azienda che stampa plastica, quindi ha un’altra attività, diciamo, professionale. Faceva trading già prima di conoscere il sistematico, poi si è reso conto che non riusciva a conciliare l’attività lavorativa con quella di trading e quindi da qui inizia la sua storia come trader sistematico.

Ho raccontato bene la genesi della tua avventura anche con la Unger Academy?

Profitti nel trading: non tutte le storie sono profittevoli

Paolo Villa

Direi di sì. Io qui sono un po’ come la Peppa Tencia, perché qua sono tutti trader profittevoli, 50.000-100.000 euro, oppure dei geni, o pilotano aerei… Io, tra l’altro, sono curioso di sapere come traduce “Peppa Tencia” per gli amici stranieri.

Sì, la storia che hai raccontato, Debora, è esattamente quella. Il mio lavoro… Non ho un’azienda, ma sono dipendente. Sono general manager di questa azienda che stampa plastica a Pavia, e il lavoro non è conciliabile, a mio giudizio, con un’attività di trading perché, come abbiamo detto, come avete anche citato durante tutta la tre giorni, non può essere un’attività di hobby. È qualcosa che va seguito.

Era sostanzialmente inconciliabile l’aspetto discrezionale, quindi ho deciso di cercare qualcosa che potesse renderlo conciliabile e il sistematico, almeno nella sua definizione di base, sembrerebbe esserlo. E così mi sono avvicinato alla Unger Academy.

Non ricordo neanche quale sia stato il trigger che mi ha portato a conoscervi. Probabilmente un claim o qualcosa… Già Google mi mandava le cose che cercavo e quindi probabilmente sono arrivato qui.

E niente, sì… Adesso non so se devo parlare del drawdown o meno

Debora Rosciani

Come preferisci!! Sono certa che sia l’aspetto che interessa di più a tutti: quando e come è successo e come sei ripartito. Perché poi, come giustamente raccontava Andrea, la vostra attività è fatta anche di questo, di ripartire.

Paolo Villa

No, no, assolutamente. Grazie anche per l’opportunità di poterlo raccontare. Il concetto di ripartenza è questo, nel senso che le storie non sono sempre e solo profittevoli.

Mi sento un po’ come ieri: ero a fianco ad Andrea a ballare, eravamo rimasti gli unici due boomer in mezzo ai giovani, dalle 11:30 a mezzanotte. Mi sento un po’ così.

Debora Rosciani

Quindi sei ancora tutto pieno di adrenalina per il ballo

Paolo Villa

In mezzo agli altri, tutti giovani, tutti ragazzi. Credo fossero tutti ragazzi dell’Academy che stavano molto bene.

Debora Rosciani

Sono tutti studenti qua, quindi per definizione…

Paolo Villa

No, ma secondo me quelli che erano rimasti erano tutti dello staff. Di studenti non ce n’erano più.

Debora Rosciani

Però quello che possiamo dire, Paolo, mi pare di capire, è che il drawdown sia stato colpa di Trump. Quindi, finché possiamo dare a lui la colpa di tutto…

Paolo Villa

Ma sì, gliela do volentieri. Però credo anche che sia onesto… La cosa che voglio raccontare con una certa forza è proprio quella: dare la colpa agli altri, alla sfiga… Si può dire?

Debora Rosciani

Io lavoro con Crucciani, te lo ricordo, quindi si può dire questo e anche altro.

Trading live: +300% in 18 mesi, perso in 100 giorni

Paolo Villa

Credo che sia la cosa più semplice, ma non è onesto. Nel senso, la cosa che spero di avere acquisito è una certa consapevolezza, la consapevolezza degli errori.

Facendo un breve riassunto della storia, ho acquistato il primo corso a fine 2022, ma diciamo che ho cominciato a inizio 2023. Sono andato in simulato, in paper, a giugno 2023, per entrare live a ottobre 2023. E da lì a febbraio 2025, quindi in un anno e mezzo scarso, ho fatto più del 300%.

Debora Rosciani

L’Oscar meritavi, esatto.

Paolo Villa

Avrei preso il toro e invece oggi mi sa che mi date un orso. Mi date un grizzly, oggi. No, no, non vale la pena applaudire, perché sennò vi sparate dopo.

Dal 18 febbraio al 31 maggio, che sono 100 giorni di calendario precisi, ho perso tutto. E quindi bisogna anche essere bravi…

E lì entrano in gioco meccanismi psicologici per cui non mi sentivo un genio prima e non mi sentivo un deficiente dopo, ma ho imparato che fa molto più male quando perdi tanto rispetto a quanto faccia bene guadagnare tanto.

Debora Rosciani

La finanza comportamentale lo racconta con grande chiarezza.

Paolo Villa

È un aspetto psicologico sul quale bisogna lavorare e sentirsi preparati. Non so se è variato, spero di sì.

Overconfidence: quando guadagnare aumenta il livello di rischio

Andrea Unger

Ma io, nel caso di Paolo, che appunto ho avuto piacere – non per il caso, ma perché lo raccontasse – ci leggo, a mio avviso, una parte di overconfidence guadagnata nei momenti buoni. Cioè, probabilmente, se durante il periodo buono ti fossi interrogato: “Ma com’è che guadagno così tanto?”. “Bravo, il Metodo Unger è fenomenale!”.

Però attenzione… Quello che dico spesso: quando si perde tanto, ovviamente si va a vedere che cosa sta succedendo, che cosa si è sbagliato, e va bene. Si dovrebbe fare anche quando si guadagna tanto, perché quando si guadagna tanto ci sono due possibilità.

O c’è qualcosa di particolare che è successo e quindi è da attribuire al caso, in quel caso in positivo. Qualcosa che Trump ha fatto in negativo, però può succedere di essere dalla parte giusta al momento giusto. Oppure si sta spingendo troppo.

E quando si spinge troppo, ci si dovrebbe rendere conto, perché poi si sa che, quando le cose dovessero andare in maniera diversa da come è stato in quel momento, succede purtroppo quello che è successo.

La ripartenza, in questo caso, deve proprio partire dall’analisi dell’eccesso iniziale, o dell’eccesso costruito quando si vedevano i primi guadagni e si va, si va, si va…

Se moltiplichi i guadagni, moltiplichi anche le perdite

È successo anche a me questo. È successo anche a me agli inizi, quando credevo che, se faccio 1, basta che moltiplico per 10 e farò 10. Sì, però vedevo solo l’1, non ipotizzavo un meno 1, che poi sarebbe stato un meno 10.

È molto importante questo. Poi, il fatto che lui sia arrivato al 300% significa che comunque aveva applicato bene il metodo, aveva lavorato bene. Adesso c’è il discorso del livello di rischio da analizzare e da strutturare, però, ecco, la base c’è tutta e sono convinto che, se non sei già in fase di recupero, tornerai presto a essere…

Rischio nel trading: i pericoli di lavorare ai limiti del margine

Paolo Villa

Lo spero, lo spero. E diciamo che la mia colpa aggiuntiva è che tutto è stato fatto in maniera consapevole. Non è che io non sapessi: ho sempre lavorato ai limiti del margine. In qualche maniera ci lavoro ancora, anche se adesso sto, diciamo, shiftando verso le opzioni, che oltre ad avere una modalità di utilizzo dei vostri percorsi passiva, che è molto compatibile con il mio lavoro, perché, con un lavoro dalle 8 del mattino alle 8 di sera, sei sostanzialmente lì.

Uno dei motivi per cui sono passato al sistematico era che non potevo piantare le riunioni alle due e mezza perché uscivano i dati.

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