{"id":11687,"date":"2017-08-18T00:00:00","date_gmt":"2017-08-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ungeracademy.com\/it\/blog\/futures-backadjustment"},"modified":"2025-06-20T16:11:26","modified_gmt":"2025-06-20T14:11:26","slug":"futures-backadjustment","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ungeracademy.com\/it\/blog\/futures-backadjustment","title":{"rendered":"Cos&#8217;\u00e8 il backadjustment dei future"},"content":{"rendered":"<p>I future sono contratti a scadenza. Ognuno ha caratteristiche specifiche, quindi alcuni hanno scadenza mensile, altri trimestrale, ecc. Noi possiamo utilizzare un contratto solo fino a un certo punto. Dopodich&eacute;, non ci &egrave; pi&ugrave; permesso operare su quel contratto e dobbiamo passare a quello successivo.<\/p>\n<p>Osserviamo, per esempio, il Crude Oil, ossia il petrolio. Questo mercato ha quotazioni che rollano mensilmente; ci&ograve; significa che le scadenze cambiano ogni mese. Confrontando quello che viene quotato dal contratto di un mese con quello che viene scambiato dal contratto del mese successivo, &egrave; possibile notare una certa differenza tra i prezzi. Il valore di questa differenza dipende da una serie di variabili che non approfondir&ograve; in questa sede.<\/p>\n<p>A livello grafico, questa differenza nel passaggio da una scadenza alla successiva si presenta sotto forma di gap. Il salto che si verifica per la nostra posizione, tuttavia, non &egrave; monetario bens&igrave; virtuale. In pratica, &egrave; come se avessimo chiuso la posizione e l&rsquo;avessimo riaperta, perci&ograve; non pu&ograve; esservi un guadagno.<\/p>\n<p>Il problema &egrave; che spesso questo crea dei problemi sui grafici. Pensiamo, per esempio, a una media mobile sulle chiusure, che chiaramente tiene conto di questo salto e lo computa nel proprio calcolo, anche se in realt&agrave; questo non esiste. Trattandosi di un salto di prezzo non reale, l&rsquo;andamento della media risulta ovviamente falsato.<\/p>\n<p>Per ovviare a questo problema, i provider di dati ricorrono al backadjustment. Quando si passa su una nuova scadenza, prendono tutti i dati precedenti e li aggiustano in modo da creare una continuit&agrave; tra i prezzi, evitando cos&igrave; il gap.<\/p>\n<p>Il metodo pi&ugrave; semplice in uso &egrave; quello aritmetico. In pratica, basta prendere la distanza tra il prezzo della nuova scadenza e i precedenti (ossia il gap) e sommarla a tutti i prezzi passati. Il risultato &egrave; che tutta la serie storica viene alzata o abbassata per agganciarsi al prezzo della nuova scadenza.<\/p>\n<p>Un altro metodo consiste nel calcolare il rapporto fra le due serie, quindi fare la divisione, e poi moltiplicare tutta la serie passata per quel rapporto finch&eacute; non risulta adeguata.<\/p>\n<p>Il backadjustment &egrave; utilissimo per quanto riguarda l&rsquo;utilizzo degli indicatori, ma pu&ograve; anche creare dei problemi. In particolare, questo aggiustamento crea due problemi fondamentali.<\/p>\n<p>Il primo, nonch&eacute; il pi&ugrave; evidente, &egrave; che possono verificarsi dei casi in cui si creano delle serie storiche di prezzi negativi. Potete osservare situazioni di questo genere sui Bonds o sui Meats, ad esempio. In tali condizioni, ovviamente, tutto risulta falsato. Insomma, &egrave; una cosa che non ha nessun senso. Per cui o si va fino a un certo punto, oppure si prendono altre misure e via dicendo.<\/p>\n<p>Il secondo problema si presenta quando proviamo a fare una ricostruzione o un ragionamento un po&rsquo; pi&ugrave; vasto. Andando indietro nel tempo, si trovano dei livelli magari di massimo o minimo storico che in realt&agrave; non corrispondo al prezzo effettivamente scambiato a quel tempo.<\/p>\n<p>Se abbiamo un massimo storico a 150 e per dodici volte all&rsquo;anno per dieci anni, quindi per 120 volte, questo viene spostato ad esempio di 0,5, avremo come massimo storico 184, anche se quella commodity non &egrave; mai stata scambiata a 184.<\/p>\n<p>L&rsquo;utilit&agrave; di queste osservazioni dipende ovviamente dal tipo di analisi che si intende fare. In ogni caso, &egrave; importante esserne consapevoli.<\/p>\n<p>Io uso sempre dati backadjusted, in quanto le dinamiche che vado a studiare hanno bisogno di un andamento di prezzi coerente, nel senso che devo leggere l&rsquo;andamento senza considerare gap che non esistono. Tuttavia, sono consapevole che non posso lavorare con prezzi negativi, quindi se voglio andare a studiare determinate caratteristiche di mercato come i massimi assoluti raggiunti, vado a osservare i prezzi reali e non quelli backadjusted che sono stati elaborati in modo puramente matematico.<\/p>\n<p>Ricordate, inoltre, che il backadjustment non va in automatico: se avete i dati caricati sul server dovete ricaricarli tutti una volta che sono stati registrati dal vostro fornitore dati, cancellando quelli vecchi o sovrascrivendoli.&nbsp;Se invece il fornitore dati ha i dati sul server lo far&agrave; lui, quindi baster&agrave; aggiornare il grafico, che sar&agrave; gi&agrave; aggiustato.<\/p>\n<p>I dati backadjusted sono molto utili se vi occupate di trading sistematico, ma fate sempre attenzione a come li usate.<\/p>\n<p>A presto, ciao da Andrea Unger!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I future sono contratti a scadenza. 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