{"id":11918,"date":"2018-10-19T00:00:00","date_gmt":"2018-10-18T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ungeracademy.com\/it\/blog\/perche-si-perdono-soldi-col-trading"},"modified":"2018-10-19T00:00:00","modified_gmt":"2018-10-18T22:00:00","slug":"perche-si-perdono-soldi-col-trading","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ungeracademy.com\/it\/blog\/perche-si-perdono-soldi-col-trading","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la maggior parte dei trader perde soldi"},"content":{"rendered":"

Vorrei iniziare col dire che le statistiche che vengono riportate, secondo cui solo il 5% dei trader guadagna, non sono del tutto veritiere. Infatti, se andiamo a vedere i report dei broker, troveremo percentuali più benevole. Non si parla più del 5%, ma magari del 10% o anche del 15% di persone che guadagnano.<\/p>\n

Naturalmente, sono sempre pochissimi, e questo è un dato preoccupante, specialmente per tutti coloro che desiderano affacciarsi a questo mondo.<\/p>\n

Fare soldi col trading non è semplice<\/h2>\n

Il motivo principale per il quale la maggior parte dei trader perde soldi è che sono convinti che fare trading sia semplice.<\/p>\n

Purtroppo, esistono numerosi insegnanti, mentori, guru, chiamateli come volete, che vi dicono che il trading è semplice perché vogliono insegnarvi il loro “semplice” metodo. Vi fanno pensare che basti una settimana, se non un giorno, di studio del loro trucchetto per ottenere il successo sperato, e così si finisce per affrontare il mercato da sprovveduti.<\/p>\n

La realtà è che il trading non è affatto semplice. I mercati sono in continua evoluzione, vanno vissuti, e quindi tutto quello che si può insegnare è un metodo per vivere nei mercati, un metodo per costruire i trading system (tanto per citare un esempio a me caro) in modo da essere pronti a capire come intervenire quando qualcosa inizia a mutare.<\/p>\n

Ho dedicato molti video a come cambiano i mercati, per cui oggi non mi dilungherò su questo.<\/p>\n

I mercati non sono il paese dei balocchi<\/h2>\n

Molte persone vedono i mercati come un posto dove recuperare i soldi per le spese quotidiane, e magari anche di più.<\/p>\n

A volte mossi dall’avidità e da messaggi fuorvianti sulla semplicità di guadagnare soldi sui mercati, si buttano a capofitto senza una conoscenza neanche lontanamente sufficiente e si ritrovano poi in balia degli eventi.<\/p>\n

A questo punto è normale che perdano soldi, perché già è difficilissimo capire cosa fare a bocce ferme, figuriamoci quando ci si ritrova in una posizione in perdita e presi dal panico non si sa più cosa fare.<\/p>\n

Lasciamo perdere gli imbrogli, perché ci sono gli imbrogli belli e buoni di chi vuole sfilare i soldi, broker disonesti e via dicendo, ma proprio affrontare il mercato senza una conoscenza adeguata è pericolosissimo.<\/p>\n

Sottovalutare la propria capacità di sopportazione è un altro atteggiamento pericolosissimo e molto comune (mi ci metto io per primo).<\/p>\n

Si pensa sempre di avere un livello di sopportazione del dolore del drawdown molto maggiore di quello che poi si verifica all’atto pratico.<\/p>\n

Ve lo assicuro, se pensate di resistere tranquillamente con un 10% di drawdown, vedrete che già col 5% vi verrà il mal di pancia.<\/p>\n

Servono impegno e pazienza<\/h2>\n

Il più delle volte, in troppi vengono attirati dal miraggio del guadagno e si buttano subito verso la parte più operativa. Così facendo, trascurano tutto quel set di regole che sarebbe opportuno imparare, tutta quella conoscenza di base.<\/p>\n

È un po’ come uno che vuole correre i 100 metri e non fare neanche un po’ di riscaldamento… magari ha anche 50 anni… per me al trentesimo metro gli viene uno strappo o qualcosa del genere.<\/p>\n

Un amico trader, Michael Cook, ha fatto un esempio molto azzeccato a mio avviso. Secondo lui, il trading è un po’ come le diete.<\/p>\n

Tutti sanno quello che si dovrebbe fare, ma poi nessuno lo fa e poi i risultati ahimè, mi ci metto per primo, si vedono (per la parte dieta, per il trading per fortuna va un po’ meglio!)<\/p>\n

Però il discorso è proprio che non c’è la volontà, la reale volontà, il commitment, come dicono gli inglesi, nel mettersi sotto a studiare seriamente.<\/p>\n

La fretta di far soldi è cattiva consigliera<\/h2>\n

Molte persone vogliono andare al sodo perché hanno fretta di arrivare ad un risultato e il risultato, purtroppo, così facendo in genere è negativo.<\/p>\n

Spesso, inoltre, ci si fida di un track record troppo breve. C’è chi si butta, guadagna per due mesi e si crede il nuovo lupo di Wall Street.<\/p>\n

Poi si accorge, vedendo i risultati, che c’è anche il cacciatore di Cappuccetto Rosso, che al lupo faceva fare una brutta fine… e questo cacciatore è il mercato.<\/p>\n

La gente tende a fidarsi dei luoghi comuni che ci sono nel mercato e di quelle frasi fatte che girano, che certo hanno un fondo di verità, ma vanno anche interpretate!<\/p>\n

“Taglia le perdite”, “Fai correre i profitti”, “Trend is your friend”, “Vendi e pentiti”… insomma, tutte frasi che poi ognuno rigira a proprio comodo per giustificare quello che sta facendo e il probabile insuccesso al quale sta andando incontro.<\/p>\n

Lo studio, innanzitutto<\/h2>\n

Ragazzi, per affrontare i mercati bisogna studiare seriamente, non si può improvvisare.<\/p>\n

Nessuno andrebbe a fare un’operazione a cuore aperto se non dopo tutto il percorso di studi di medicina che è necessario per potersi dedicare a quella professione.<\/p>\n

Nel trading è la stessa identica cosa. Il chirurgo improvvisato farebbe dei danni non da poco al paziente, mentre il trader improvvisato causa danni a sé stesso, che talvolta non sono meno dolorosi.<\/p>\n

Quindi lo studio per comprendere il trading è necessario. Non dico che studiando guadagnerete, perché c’è anche chi, ahimè, non è proprio portato psicologicamente, e lì alla fine sì, si può migliorare, ma è meglio lasciar perdere.<\/p>\n

Io lo dico sempre, se non vi sentite portati per il trading, se vi rendete conto che il trading non fa al caso vostro, lasciate perdere! Non ve lo ordina il dottore!<\/p>\n

Il trading non è la via. Può essere un hobby, una professione, ma nessuno ci impone di farlo e, soprattutto, non è e non sarà mai la soluzione ai nostri problemi.<\/p>\n

Sarebbe solo un problema aggiuntivo, quindi comprendere il trading e comprendere se stessi, capendo se si è idonei o meno a svolgere questa attività.<\/p>\n

Questa seconda parte è più complicata perché ne va un po’ del nostro ego, ovviamente. Troviamo sempre difficile ammettere di non essere portati a fare una cosa alla quale magari teniamo, o che pensiamo possa essere interessante. Tuttavia, dobbiamo essere onesti con noi stessi per evitare problemi maggiori.<\/p>\n

Ripeto, non andrete nella cerchia ristretta dei trader profittevoli seguendo questo percorso, però se non lo seguite sicuramente finirete in quelli perdenti. E questo è garantito, secondo me.<\/p>\n

Per cui non sono forse buone notizie, perché bisogna lavorare sodo, altrimenti non si va da nessuna parte.<\/p>\n

Ciao ragazzi, ciao da Andrea Unger.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

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