ADX & Trading Systems | Come funziona l'indicatore ADX | Parte 1/2

di Andrea Unger

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In questo video il nostro coach Davide spiega in dettaglio che cos’è l’ADX e quali sono i passaggi necessari per costruire uno degli indicatori più utilizzati nel trading. 

Se vuoi comprendere il ragionamento alla base dell’Average Directional Index, i calcoli da fare per costruirlo e le informazioni sul trend del sottostante che è in grado di fornire, non puoi perderti questo video!

Siamo certi che dopo averlo visto avrai le idee molto più chiare…

A proposito, ti anticipiamo che presto sarà disponibile un secondo video in cui esploreremo l’utilizzo e l’efficacia dell’ADX nel trading sistematico e l’impatto che può avere sui trading system.

Trascrizione

Ciao a tutti e benvenuti! 

Oggi parleremo di uno degli indicatori più utilizzati nel mondo del trading ma soprattutto del trading sistematico, vale a dire l’ADX. Sono Davide Tagliabue, uno dei coach alla Unger Academy. 

Bene, sento spesso molta confusione riguardo agli indicatori, a come sono costruiti e al loro utilizzo. Oggi con voi volevo fare un po’ di chiarezza sulla costruzione dell’ADX e spiegarvi bene da dove deriva questo numero. Volevo poi inoltre approfondire un aspetto operativo riguardo l'utilizzo di questo indicatore, ma ne parleremo in un prossimo video. 

Lo scopo, naturalmente, è quello di essere profittevoli nella pratica e non solo nella teoria, ma vi garantisco che gli aspetti teorici che sono nascosti dietro questo indicatore servono e sono propedeutici per capire al meglio come utilizzarlo nella pratica e per trarne un vantaggio operativo. 

Teoria alla base dell'ADX

L’ADX è uno strumento creato da Wilder Welles alla fine degli anni ’70 con lo scopo di oggettivare, o meglio quantificare, il grado di trend di un sottostante. Per farlo, Welles utilizzerà una scala che va da 0 a 100, in cui 0 coincide con massima lateralità di mercato, mentre 100 indica che ci troviamo in presenza di un forte trend. Welles quindi non ci dirà nulla sulla direzione di questo trend, quindi se ci troviamo in trend ascendente oppure discendente, ma vedremo che questa informazione in realtà è già contenuta all'interno di uno dei parametri che lo costituiscono. 

Directional Movement

Il primo tra questi si chiama “movimento direzionale” o “Directional Movement” in inglese. Questo numero è definito come la quota parte di range di barra che si trova al di fuori della barra che lo precede. Inoltre, viene diviso in due: in Plus e in Minus Directional Movement. Nel primo caso si parlerà di Plus Directional Movement se questa quota parte di range si trova al di sopra della barra precedente, e di Minus Directional Movement se invece la quota parte di range si trova nella parte inferiore. 

Per capire più nel concreto di che cosa stiamo parlando, vi ho preparato un grafico semplicissimo, un grafico a barre temporali, e vorrei porre l'attenzione su queste due barre. Come vedete, questa barra presenta una quota parte di range che si trova al di sopra del range della barra che la precede. Questa differenza superiore di range abbiamo detto che verrà identificata come Plus Directional Movement.

Se invece parliamo di una barra discendente, quindi come potrebbe essere il caso di questa, parleremo invece di Minus Directional Movement come differenza tra il minimo della barra che stiamo considerando rispetto al minimo della barra precedente. 

Nel caso ci trovassimo in un inside bar come in questo caso, sia il Plus che il Minus Directional Movement saranno uguali a 0. Nel caso invece ci trovassimo di fronte a un outside bar, vedremo che avremo a che fare sia con il Plus che col Minus Directional Movement. Welles in questo caso ci consiglia di prendere solo la quota parte di range maggiore che si trova al di fuori della barra precedente e per questo motivo, essendo in questo caso, in questa outside bar, il Plus Directional Movement più grande del Minus Directional Movement, non faremo altro che considerare per questa barra solo la quota parte di range che si trova al di sopra del range della barra precedente. 

Vediamo un esempio concreto di calcolo di Plus Directional Movement per le prime N barre e ipotizzando in questo chart adimensionale una differenza di 0.5 tra il massimo di questa barra rispetto al massimo della barra precedente, avremo poi 0 come valore del Plus Directional Movement in quanto non c'è nessuna quota parte di range che si trova al di sopra del range della barra precedente, un 3,9 in questo caso, 0 ancora, perché siamo nel caso identico rispetto a prima, un altro 0, 1,4 e infine un 2,1. 

Vediamo ora il Minus Directional Movement: abbiamo 0 nella prima barra in quanto il low di questa barra è superiore al low della barra precedente, un altro 0, uno 0 ancora, un 2,8 come differenza tra il low di questa barra e il low della barra precedente, 0, ancora 0 ed infine un 1,3. 

Vediamo quindi qui riassunti i Plus Directional Movement e i Minus Directional Movement che abbiamo trovato, ma come vi ho detto prima non potrà mai esserci per una singola barra un'informazione positiva di Plus e Minus Directional Movement. In questo caso quindi quello che dovremmo fare per l'ultima barra sarà dimenticarci del Minus Directional Movement e porlo uguale a 0. Ed ecco che abbiamo collezionato il primo elemento necessario per la costruzione dell' ADX. 

Per poter contestualizzare il Directional Movement e poterlo confrontare tra diversi sottostanti, Welles lo rapporta al true range della barra corrente. In questo modo non solo sarà possibile contestualizzare il valore numerico del Directional Movement per renderlo utilizzabile quindi su tutti i sottostanti, ma questo passaggio serve anche a dire quale sia la percentuale effettiva di true range di barra corrente, che si trova effettivamente al di fuori del range della barra precedente.

Directional Indicator

Andiamo quindi a calcolarci il true range di ciascuna delle barre per il quale abbiamo identificato il Plus e Minus Directional Movement, e il passaggio successivo consisterà nel creare un rapporto tra questi valori: Plus Directional Movement rispetto a True Range e Minus Directional Movement rispetto al True Range. 

Per farlo faremo prima un passaggio, vale a dire quello di identificare qual è la somma di tutti i Plus Directional Movement, in questo caso 7,9. Faremo poi lo stesso con il Minus Directional Movement, uguale a 2,8 perché abbiamo solo una barra con un movimento direzionale verso il basso. Dopodiché calcoleremo la somma di tutti i True Range. 

Ecco qui che compare il secondo numero necessario per andare ad identificare l’ADX, e questo numero si chiama “Directional Indicator”. Il Directional Indicator non è altro che il rapporto a cui ho accennato poco fa, vale a dire quello del Plus Directional Movement diviso il True Range, e il Minus Directional Movement diviso il True Range. Parleremo quindi di Plus Directional Indicator nel primo caso e di Minus Directional Indicator nel secondo caso. 

Come potete vedere qui ho associato un piccolo 7 di fianco ai due valori, questo semplicemente per identificare il numero di barre che abbiamo considerato. Il calcolo dell’ ADX potrebbe naturalmente essere fatto su più barre, 10, 14, 20, o quelle che vogliamo. In questo caso specifico o numerico che stiamo prendendo ad esempio, considereremo solo 7 barre. 

Directional Movement Index

Ma cosa ci dicono effettivamente questo 0,16 e 0,06? Beh, se andiamo a capire ed identificare che cosa è successo in queste 7 barre, potremmo notare che effettivamente il 16% dei range delle barre che abbiamo considerato si trovava al di fuori, nella parte superiore rispetto ai range delle barre precedenti. Mentre per quello che riguarda il Minus Directional Indicator, potremmo dire che solo il 6% dei range considerati ha dato un contributo discendente, in quanto il low della barra considerata si trovava al di sotto del low della barra che lo precedeva. 

Arriviamo quindi adesso all'ultimo passaggio chiave per la costruzione dell’ADX, vale a dire porre in una scala da 0 a 100 i concetti di Plus e Minus Directional Indicator. Per farlo Welles propone di fare una differenza tra i movimenti direzionali verso l'alto e verso il basso rapportati con la loro somma. Vedremo quindi che basterà fare uno 0,16 meno 0,06, tirare fuori il modulo, quindi la differenza assoluta di questi numeri, e dividerla per la loro somma. 

In questo caso noi finiremo con un numero 45, che si trova quindi a metà tra un grado estremo di lateralità e di trend. È un 45 che identifica la presenza di un trend che sappiamo essere ascendente in quanto il Plus Directional Indicator è maggiore del Minus Directional Indicator, ed è proprio questa differenza a dare importanza al nostro trend. Pensate infatti che se non ci fosse stato alcun contributo direzionale verso il basso e il Minus Directional Indicator fosse stato pari a 0, in questo caso noi avremmo avuto semplicemente 0,16 diviso 0,16, moltiplicato per 100, che dava 100. Nel caso opposto invece, in cui non avessimo avuto alcun contributo direzionale verso l'alto e quindi il Plus Directional Indicator fosse stato uguale a 0, non avremmo avuto altro che lo stesso risultato, in quanto 0,06 diviso 0,06 per 100 dava comunque un valore di 100. 

Quindi il Directional Movement Index calcolato su 7 barre sta proprio ad identificare il grado di trend del sottostante calcolato come differenza tra il Plus Directional Indicator e il Minus Directional Indicator. 

Eccoci quindi arrivati alla fine del nostro percorso, noi abbiamo calcolato il Directional Movement Index per le prime 7 barre, e faremo questa cosa per le successive 7 barre, quindi per i successivi 7 gruppi di barre, calcoleremo il secondo Directional Movement Index, il terzo, il quarto e così via, fino ad identificarne 7. 

ADX

Ecco, facendo una media di questi Directional Movement Index troveremo finalmente il nostro ADX. L’ADX non sarà quindi altro che una media dei Directional Movement Index calcolata su 7 barre. 

Spero che questo video vi sia stato utile, io vi invito a rimanere con noi, a iscrivervi al canale per rimanere aggiornati sui prossimi video, perché vedremo un aspetto applicativo di questo ADX proposto proprio da Wilder Welles e lo metteremo al vaglio con i nostri strumenti di trader sistematici per capire se possiamo trarne un profitto oppure no. 

E se volete sapere di più su come trovare i vostri edge di mercato e trasformarli in strategie automatiche troverete un link in descrizione. Si tratta di un nostro webinar completamente gratuito, durante il quale, in un'oretta circa, vi faremo vedere quali sono gli step per costruire i vostri trading system e diventare quindi trader profittevoli. Vedrete anche come trovare un vantaggio rispetto agli altri operatori e come si costruisce un portafoglio ben diversificato di strategie automatiche. 

Io vi ringrazio per essere stati con me durante questa lezione molto teorica, ma se non volete perdervi gli aspetti pratici di questo indicatore vi suggerisco di iscrivervi al canale e attivare la campanella per ricevere le notifiche dei nostri prossimi video. 

Ciao e a presto!

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Andrea Unger

Ciao, sono Andrea Unger, Trader professionista dal 2001 e unico a vincere per ben 4 volte il Campionato del Mondo di Trading con denaro reale.

Grazie a questi risultati sono spesso invitato come relatore in convegni in Europa, Stati Uniti e Asia. 

Sono inoltre autore di diversi libri, tra cui il primo in Italiano sulla Gestione del Rischio nel Trading, tradotto anche in Cinese e Inglese.

Metto a disposizione decenni di esperienza, di prove, di vittorie e sconfitte con le quali ho ideato un metodo scientifico, sistematico, replicabile e universale con cui, in soli 4 anni, più di 1.000 trader sono riusciti a rendersi autonomi.

Devi sapere infatti che gli studi dimostrano che solo il 25% dei trader guadagna, ma di questi ben il 90% lo fa con il trading sistematico...

Come mai allora i formatori insegnano quasi sempre solo il trading discrezionale? 

Non ti insegno a diventare ricco in poco tempo, ti insegno una professione che, con il duro lavoro, la passione, e sufficienti capitali potrebbe diventare la tua principale fonte di reddito.