Asset Allocation con i migliori ETF settoriali - Funziona?

di Andrea Unger

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Combinare il trading sistematico con delle strategie di asset allocation può essere molto utile per raggiungere un livello maggiore di diversificazione. 

In questo video, mostriamo un modello di asset allocation rotazionale basato sugli ETF settoriali, cioè gli ETF che tracciano gli indici settoriali, e ne valutiamo le performance usando come benchmark lo SPY, cioè l'ETF sull'S&P500.

Guarda il video per scoprire se questo modello di asset allocation funziona oppure no!

 

Trascrizione

Ciao a tutti ragazzi e benvenuti da Andrea Nebiolo.

Oggi faremo una breve analisi su alcuni ETF settoriali e vedremo se questi hanno qualche possibilità all'interno di un modello di asset allocation.

Dunque, innanzitutto viene da chiedersi sempre perché parliamo a volte di asset allocation piuttosto che di modelli d'investimento, quando principalmente ci occupiamo di trading sistematico. La risposta è semplice: perché è utile quando si ha un'operatività sistematica (ma in realtà anche qualsiasi altro tipo di operatività) diversificare su più fronti. E quindi abbinare ad esempio al trading sistematico, che è relativamente un tipo di trading di breve e medio periodo, un'operatività differente che prevede invece ad esempio l'investimento all'interno di ETF piuttosto che di azioni, quindi basato su altre logiche oppure comunque su mercati differenti.

L'approccio comunque per quanto mi riguarda non è alla fine così dissimile dal trading sistematico, nel senso che è vero che qui l'esecuzione rimane manuale, cioè non è automatizzata, gli ordini non vengono immessi automaticamente, però l'approccio è alla fine il medesimo, nel senso che comunque tramite un software o un applicativo si va a vedere ciò che ha funzionato in passato (anche se in maniera diversa) e si va poi a tradare effettivamente, o comunque a fare delle scelte di investimento basate su dei test che dicano in maniera oggettiva se un certo setup o una certa idea abbia pagato almeno nel passato o meno, e che quindi eventualmente possa dare i benefici auspicati anche in futuro.

Partiamo dunque dalla lista di ETF che andremo a considerare. Io qui sono sul sito di etf.com e ho ristretto la cerchia di ETF sui quali mi voglio concentrare oggi a degli ETF che tracciano degli indici settoriali.

Quindi vedete che questi ETF che iniziano con XL più un'altra lettera tracciano ognuno un settore in particolare. Ad esempio, XLE, questo evidenziato qui, traccia il settore delle energie; piuttosto che XLF il settore finanziario; XLI quello industriale; XLK quello tecnologico, etc. Quindi sono andato a fare una ricerca sugli ETF che potenzialmente potrebbe interessarmi analizzare. A questo punto li ho messi nel software che utilizziamo, che è stato sviluppato internamente per questo tipo di analisi, e andremo su questo a fare qualche test e qualche ragionamento insieme.

Io qui poi ho applicato un banale ranking per vedere qual è l'ETF più performante all'interno di una certa lista, e poi periodo per periodo il software andrà in automatico a scegliere l'ETF che meglio risponderà ai criteri indicati per considerarlo parte del portafoglio e verificare alla fine come sarebbe andato il tutto.

Quindi, ricapitolando, in ogni periodo (il periodo varierà) andremo a scegliere in base a un certo ranking il migliore ETF in base ad un composite momentum, in questo caso fatto a 1, 3, 6, 12 periodi con differenti percentuali di allocazione, di pesi.

Quindi sono partito dal modello settimanale, quindi provando a fare i test cambiando la composizione a livello settimanale, e ho ottenuto questa equity line. Diciamo che già da qui non sembra essere particolarmente profittevole andare a prendere l'EFT che meglio risponde ai criteri indicati.

Anche perché se andiamo a vedere i risultati, io qui ho fatto un test piuttosto lungo dai primi anni 2000, anzi dal 2000, possiamo vedere che il maximum drawdown ad esempio è del 61,7%, quindi molto elevato. Nel 2008, il periodo di crisi dei mutui subprime, si è comportato molto male questo modello, e in particolare avrebbe recuperato molto dopo rispetto invece al benchmark sottostante, che è SPY, cioè l'ETF sull'S&P500. Durante l'ultimo periodo il buy and hold di SPY, quindi dell'S&P, è andato decisamente meglio rispetto al modello di allocazione.

Anche in termini di ritorni annuali qui è molto più basso il ritorno di questo modello rispetto a quello di SPY.

Allunghiamo un po' l'orizzonte temporale e andiamo sul mensile. Ecco, qui la cosa diventa leggermente più interessante però non sempre. Nel senso che se andiamo a vedere meglio, in realtà sembra che in alcuni periodi la strategia sovraperformi il benchmark, però il fatto che poi dopo si riallinei in questo periodo qua, fa pensare che comunque non sia una strategia particolarmente solida. Nel senso che ci sono molti periodi in cui invece il mercato batte sistematicamente il nostro modello di allocazione.

A livello di ritorni, vediamo che il drawdown è molto alto comunque, so che quello della strategia rimane il 41% contro il 55% che è quello del benchmark.

A livello di ritorni annuali più o meno sono uguali, nel senso che c'è poca differenza tra applicare la strategia oppure andare a comprare direttamente il benchmark, che è appunto SPY.

Quindi anche in questo caso direi che non consiglierei particolarmente l'adozione di questo metodo, di questo modello.

Spostiamoci ora su un orizzonte temporale più lungo. Quindi andiamo su una rotazione bimestrale, e vediamo che anche in questo caso si guadagnerebbe un pochino di più rispetto al benchmark, forse un pochino meglio nell'ultima parte sempre rispetto al benchmark, ma tutto sommato in termini di drawdown rispetto al benchmark nudo e crudo non guadagniamo praticamente nulla, nel senso che il drawdown rimane sempre del 55%. Quindi anche in questo caso non consiglio particolarmente l'adozione di questo metodo.

Anche qui non mi piace per nulla il comportamento nei periodi di crisi come il 2008, perché sembra proprio che il benchmark abbia recuperato molto prima rispetto al modello di allocazione, quindi che non ci sia un reale vantaggio nemmeno nei periodi di crisi di puntare sul settore più forte a livello di scelta di investimenti.

Andiamo ora a vedere l'ultima analisi. Qui abbiamo spostato l'orizzonte temporale a trimestrale, quindi ogni tre mesi. Le cose sembrano andare leggermente meglio, però anche qui diciamo che non sono molto convinto del fatto che il modello bimestrale dia un certo risultato non particolarmente allettante mentre quello trimestrale, a livello di ritorni, sembra andare nettamente meglio.

Quindi è interessante che la strategia questa volta vada decisamente meglio del benchmark, che soffra anche molto meno nei periodi di crisi, come possiamo vedere qui. Ecco non tutte le crisi, tipo qua ad esempio. Però personalmente non sono molto convinto del fatto che a due mesi non andava particolarmente bene mentre invece spostando il focus a tre mesi sembra andare decisamente meglio. 

Perché qui in termini di ritorni annuali abbiamo invece una sovraperformance della strategia che è molto più lampante, perché abbiamo un 17,4% di CAGR, quindi di ritorno medio annuale composto, contro un 11,62% di SPY. Quindi c'è una differenza piuttosto notevole che a mio avviso non è particolarmente giustificata da quello che abbiamo visto sino ad ora.

Bene ragazzi, questa era una breve disamina su questo argomento, quindi sugli ETF rotazionali nei modelli di asset allocation. Quindi abbiamo visto che cosa sono e abbiamo analizzato diversi orizzonti temporali.

Lascio a voi approfondire ulteriormente l'argomento che è sicuramente interessante, soprattutto per chi come me fa trading sia in maniera sistematica che appunto in maniera diciamo più meccanica con questi tipi di approcci.

E vi ricordo anche che al link qui sotto in descrizione potete trovare un webinar completamente gratuito in cui viene trattata un'introduzione alla costruzione di trading system e alla creazione di portafogli ben diversificati di strategie automatiche che seguono il metodo del 4 volte campione del mondo di trading Andrea Unger.

Io vi do appuntamento ad un prossimo video per scoprire insieme altri aspetti numerici legati al mondo di trading system. Ciao a tutti.

 

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Andrea Unger

Ciao, sono Andrea Unger, Trader professionista dal 2001 e unico a vincere per ben 4 volte il Campionato del Mondo di Trading con denaro reale.

Grazie a questi risultati sono spesso invitato come relatore in convegni in Europa, Stati Uniti e Asia. 

Sono inoltre autore di diversi libri, tra cui il primo in Italiano sulla Gestione del Rischio nel Trading, tradotto anche in Cinese e Inglese.

Metto a disposizione decenni di esperienza, di prove, di vittorie e sconfitte con le quali ho ideato un metodo scientifico, sistematico, replicabile e universale con cui, in soli 4 anni, più di 1.000 trader sono riusciti a rendersi autonomi.

Devi sapere infatti che gli studi dimostrano che solo il 25% dei trader guadagna, ma di questi ben il 90% lo fa con il trading sistematico...

Come mai allora i formatori insegnano quasi sempre solo il trading discrezionale? 

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