Come costruire una Strategia Sistematica per lo Spread Trading

di Andrea Unger

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Tra gli approcci di trading usati dai fondi di investimento troviamo lo spread trading, una strategia che consente di aumentare la diversificazione del portafoglio dando priorità alla gestione del rischio.

Le operazioni di spread trading cercano di sfruttare le inefficienze tra due strumenti diversi ma strettamente correlati tra loro aprendo posizioni contrapposte.

In questo video, il nostro coach Alessandro ti mostra come sviluppare una strategia automatizzata in grado di fare spread trading su due future obbligazionari con durata diversa: il 30-Year T-Bond e il 10-Year T-Note.

Buona visione! 😊

 

Trascrizione

Ciao a tutti da Alessandro Ntanos, sono uno dei coach della Unger Academy, e oggi vi parlerò di una tecnica utilizzata principalmente da istituzioni ed hedge fund, ma che potrebbe anche essere studiata e utilizzata in via sistematica. Sto parlando delle operazioni in spread o anche detti arbitraggi.

 

Partiamo come sempre da una breve infarinatura sui concetti generali che regolano questo tipo di strategie.

 

Caratteristiche Spread Trading

Voglio parlarvi delle operazioni in spread, come vi dicevo, perché possono configurare una buona forma di investimento, dove si cerca di prediligere la conservazione del rischio per diversificare ancora di più il portafoglio di trading system.

 

Lo spread (o un arbitraggio) è una strategia di trading che prevede sia un ingresso long sia un ingresso short, o comunque due ingressi contrapposti in maniera simultanea, quindi nello stesso momento su due mercati diversi ma correlati tra loro. 

 

Questo per entità come banche d’affari, hedge fund, family office e in generale per i trader di tutto il mondo rappresenta un’ottima possibilità di investimento, principalmente per questi motivi.

 

Il primo è che comprando e vendendo due asset correlati si ha la possibilità di avere una sorta di “hedge” delle posizioni, ovvero si è in qualche modo sempre protetti e si può contenere il rischio. O quantomeno il rischio da noi percepito. Un mercato salirà o scenderà sempre più di un altro, questo è ovvio, ma in ogni caso si avrà sempre una posizione contrapposta che proteggerà il conto da eventuali forti scossoni. Capirete bene che è una cosa molto importante ad esempio per i clienti delle banche di cui parlavamo prima, che non essendo in qualche modo inclini al rischio si aspettano drawdown contenuti. 

 

Inoltre questa strategia si basa su inefficienze scovate per esempio tra un’obbligazione societaria (es. UNICREDIT che emette delle obbligazioni) e un mercato opposto come un credit default swap (forse li ricorderete durante la crisi del 2008), che sono strumenti nati per coprirsi dal rischio default di una determinata obbligazione.

 

Un po’ come delle assicurazioni che se comprate prendono valore all’aumentare del rischio di default dell’obbligazione. Ci sono altri esempi basati su principi strutturali di economia, come quello tra due obbligazioni con differente duration, e che quindi avranno sempre rendimenti diversi, e anch’esse possono essere sfruttate a nostro vantaggio con posizioni contrapposte.

 

Un’obbligazione a 30 anni sarà ovviamente più rischiosa in qualche maniera rispetto ad un BOT a 6 mesi, perché il prezzo di quell’obbligazione dovrà scontare al suo interno fluttuazioni da qui a 30 anni, e capite bene che possono succedere molte cose in questo lasso di tempo, soprattutto se paragonato a soli 6 mesi. 

 

"Steepening & Flattening"

A questo proposito voglio proporvi una strategia più ad altezza uomo diciamo, più vicina alla nostra dimensione di trader sistematici, ma che in ogni caso deriva da una legge economica per così dire, per cui a fronte di ciò che abbiamo appena detto, se è vero che un’obbligazione con duration più lunga sarà più rischiosa, cioè tenderà a muoversi di più rispetto a un’obbligazione con duration più corta, allora forse possiamo imbastire dei trading system che a seconda di determinate condizioni comprino un’obbligazione e conseguentemente vendano l’altra obbligazione nel corso del tempo. 

 

La curva dello spread tra due obbligazioni avrebbe un andamento intervallato. Intendo dire che si alterneranno momenti di ‘Steepening’, cioè momenti in cui lo spread tende ad allargarsi, a momenti di ‘Flattening’ e cioè quando lo spread è compresso in un range. 

 

Cosa succederebbe quindi se andassimo a comprare sistematicamente la scadenza più lontana (e quindi quella più rischiosa) in momenti di ‘Steepening’ (cioè quando lo spread si allarga) e conseguentemente vendessimo la scadenza più vicina?

 

Ovviamente nei momenti di ‘Flattening’ dovremmo comprare l’obbligazione più vicina e vendere quella più lontana, il contrario di quello che facevamo prima.

 

Qui, in questo grafico vediamo inseriti come data1 lo US, quindi l’obbligazione trentennale americana, e sotto il Futures TY, che invece replica l’andamento del prezzo delle obbligazioni decennali americane. Quindi come vedete due strumenti correlati tra loro, perché la forma dei due mercati, dell’andamento dei prezzi è molto simile, e poi vediamo qui in rosso lo spread che c’è tra queste due obbligazioni.

 

Quindi, come vedete, anche lo spread ha un andamento crescente, soprattutto negli ultimi anni.

 

Quindi come detto se andassimo ad individuare i momenti di steepening che vedete qua evidenziati in giallo, quindi sono i momenti in cui sostanzialmente lo spread cresce e lo fa in maniera importante, mentre invece ci saranno momenti di flattening, diversi e opposti potremmo dire, che sono i momenti in cui invece c’è una sorta di andamento laterale e che quindi indica e potrebbe dare dei segnali differenti per i nostri trading system.

 

Come tradurre l'idea in codice

Adesso forse qualcuno di voi si chiederà come riusciremo a mettere in macchina e a tradurre in codice queste informazione. La risposta è che possiamo utilizzare ancora una volta MultiCharts. Ve lo ripeto non è una piattaforma dove serve essere ingegneri aerospaziali per effettuare questo tipo di test.

 

E come strumenti andremo a prendere ancora una volta i Futures. In particolare prenderemo il Futures sul Treasury Bond trentennale americano, quindi un’obbligazione con duration di 30 anni, e il Futures sul T-Note decennale americano, quindi questa volta un’obbligazione come detto correlata però con una duration inferiore decennale. Il timeframe su cui andremo a lavorare è quello a 1440 minuti.

 

Praticamente sarebbe quello daily però sono più ‘corrette’ perché le barre non vengono aggiustate alla fine della giornata dai diversi data provider, quindi consiglio anche a voi di utilizzare 1440 minuti.

 

Adesso l’unico problema che abbiamo è quello di capire come fare ad individuare i momenti di steepening e flattening per poter poi tradurre il tutto alla macchina con una condizione che possa calzare per la nostra idea di sviluppo.

 

Io ad esempio ho creato questi script. Uno sarà applicato allo US e l’altro al TY. Banalmente diversifichiamo i due momenti (steepening e flattening) con una semplice media mobile a 100 periodi. Ho usato 100 per convenzione, perché è un numero tondo e quindi non dovrebbe configurare dei casi di overfitting. Mettiamola così. 

 

Inoltre a colpo d’occhio possiamo vedere che questo indicatore sembra scindere abbastanza bene le due fasi steepening e flattening. Qui nel chart vediamo un esempio del pattern che abbiamo individuato. Quando la linea rossa attraverserà dal basso verso l’alto la sua media a 100 periodi, allora compreremo il trentennale e venderemo il decennale. Viceversa, ovviamente quando lo spread attraverserà la media verso il basso faremo l’opposto, quindi compreremo il decennale e venderemo il trentennale.

 

Allora torniamo sul Portfolio Trader e lanciamo questa strategia che come detto va vista nel suo insieme, perché abbiamo detto che dobbiamo assumere due posizioni contrapposte, quindi a un ingresso long sul TY dovrà corrispondere un ingresso short su US, e viceversa. Questo per essere sempre ‘hedgiati’ per in qualche maniera contenere il rischio.

 

Vediamo adesso graficamente prima di lanciare il backtest se effettivamente la nostra strategia effettua i trade che vogliamo, quindi i trade contrapposti. Vediamo qui sopra il chart con l’obbligazione trentennale con ticker US su TradeStation, e qui sotto abbiamo invece il grafico con caricati i dati del TY, cioè il decennale americano. 

 

Andiamo subito a vedere se effettivamente abbiamo scritto correttamente. Come è possibile notare la strategia effettua trade contrapposti, perciò se sullo US saremo short per forza sul TY avremo una posizione opposta, quindi long, e questa cosa va avanti per tutto lo storico, ed è importante per testare la nostra idea perché se no decadrebbe quella forma di hedge, quella forma di spread a cui puntavamo per ottenere dei risultati.

Quindi appurato che le strategie funzionano correttamente, vi ripeto che sono due strategie, quindi una che verrà fatta girare sul TY mentre invece l’altra verrà usata sullo US, cioè US come data1.

 

Test di Portafoglio

Benissimo, quindi a questo punto possiamo tornare al nostro portafoglio e lanciare questo backtest. 

Vedete qui con data1 il TY e data2 lo US abbiamo usato la strategia del TY, viceversa dall’altra parte, dove abbiamo come data1 lo US e data2 il TY, abbiamo usato l’altra strategia.

 

Partiamo con i test dal 2002. Io qui nella maschera ho inserito 2000 come data inziale, ma i dati che TradeStation mi fornisce partono appunto dal 2002 e arrivano fino ad oggi praticamente, settembre 2021. Quindi un periodo abbastanza grande per poter condurre i nostri test.

 

Lanciamo i risultati e restiamo piacevolmente sorpresi. La strategia, questo portafoglio nel suo insieme guadagna, lo vediamo qui, segno che effettivamente la media mobile riesce a scindere correttamente le due fasi di steepening e flattening.

 

Il drawdown sembra mantenersi abbastanza stabile negli anni. Forse in questo caso ha più senso guardare il drawdown close to close (in quanto la posizione rimane sempre hedgiata in qualche maniera). Il net profit totale della strategia, lo abbiamo visto prima arriva a circa 55.000$, con un drawdown close to close di 8.500$.

 

Risultati sicuramente ragionevoli, buoni. Andiamo a dare uno sguardo anche all’average trade, che è la cosa che mi preoccupava maggiormente, in quanto si fanno sempre due operazioni, e come detto ci si ritrova a pagare due volte lo slippage così come due volte le commissioni, no?

 

Fortunatamente l’average trade è abbastanza capiente. Si attesta a 133$, quindi considerando entrambe le strategie possiamo sicuramente ritenerci soddisfatti.

 

Certo balza subito all’occhio come in questo caso i soli trade short producano una perdita media di oltre 300$ mentre sul lato long abbiamo praticamente un average trade di circa 600$ e quindi poi la media dei due è di circa 133$. 

 

Verrebbe subito in mente di eliminare il lato short in qualche modo. Certo decadrebbe l’hedge e con sé tutto ciò che sta dietro all’idea di base che ci portiamo dietro dall’inizio di questo sviluppo. Però ecco, sicuramente il tarlo viene. La curiosità, almeno a me, spinge a chiederci cosa accadrebbe, perché quasi sicuramente i risultati sarebbero migliori. 

 

Per fare questo, ve lo mostro al volo perché è interessante, basta andare a sostituire i comandi ‘sellshort’ semplicemente con ‘sell’. In tutti e due gli script, quindi le due strategie laddove prima entravano short, adesso chiuderanno semplicemente la posizione long. In MultiCharts/PowerLanguage il comando ‘sellshort’ serve ad aprire una posizione short, mentre invece quello ‘sell’ serve a chiudere una posizione long. 

 

Quindi abbiamo compilato, proviamo a vedere i risultati che otteniamo. Ovviamente qua vediamo solo il lato long, un average trade che ritorna a 575$. Vediamo anche l’equity line che il sistema produce ed è sicuramente più bella rispetto a quella di prima perché insomma guadagna anche di più. Andiamo a vederlo. Vedete il net profit arriva a quasi 118.000$, quindi sicuramente un buon risultati contro i circa 55.000$ visti in precedenza, ovviamente figli del fatto, questi risultati, che su questi mercati vige un forte, fortissimo bias rialzista. 

 

Ma, c’è un ma, il drawdown close to close questa volta cresce. Guardate qua. Dagli 8.500$ precedenti si passa a oltre 13.000$. Questo ovviamente conferma il fatto che forse sarebbe stato comunque più utile rimanere hedgiati, o comunque possiamo dire che il drawdown perlomeno ne avrebbe giovato. Non certo il net profit però, che si sarebbe come detto dimezzato. In questa strategia sarebbe poi anche possibile aggiungere uno stop loss ad esempio per evitare i casi peggiori delle due strategie, oppure insomma andare avanti con lo sviluppo e cercare delle forme migliori. Ovviamente ci si allontana sempre di più da quella che era l’idea iniziale che comunque di base funzionava anche bene.

 

Conclusione

Molto dipenderà dunque dalla propensione al rischio, se vogliamo, o in generale con quale strategia ognuno di noi si troverà meglio in live. 

Quindi sta a voi scegliere se rompere diciamo l’assicurazione e accettare così un drawdown maggiore, oppure accettarlo e perché no, lavorarci un po’ su e cercare di affinare maggiormente l’idea di base. 

 

Starà dunque a voi provare ad indagare maggiormente, grazie al metodo insegnato alla Unger Academy questo è possibile. A questo proposito ti lascio un link qua sotto a un webinar dove potrai appunto approfondire il discorso riguardante i trading systems. 

 

Vi ringrazio per l’attenzione, alla prossima!




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Andrea Unger

Ciao, sono Andrea Unger, Trader professionista dal 2001 e unico a vincere per ben 4 volte il Campionato del Mondo di Trading con denaro reale.

Grazie a questi risultati sono spesso invitato come relatore in convegni in Europa, Stati Uniti e Asia. 

Sono inoltre autore di diversi libri, tra cui il primo in Italiano sulla Gestione del Rischio nel Trading, tradotto anche in Cinese e Inglese.

Metto a disposizione decenni di esperienza, di prove, di vittorie e sconfitte con le quali ho ideato un metodo scientifico, sistematico, replicabile e universale con cui, in soli 4 anni, più di 1.000 trader sono riusciti a rendersi autonomi.

Devi sapere infatti che gli studi dimostrano che solo il 25% dei trader guadagna, ma di questi ben il 90% lo fa con il trading sistematico...

Come mai allora i formatori insegnano quasi sempre solo il trading discrezionale? 

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