MACD & Trading Systems | Come costruire l'Indicatore e la Media Mobile Esponenziale | Parte 1

di Andrea Unger

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Il Moving Average Convergence Divergence (o più semplicemente MACD) è un indicatore di momentum che consente di ottenere dei segnali di ingresso sfruttando le medie mobili esponenziali.

In questo video, il nostro coach Davide spiega in dettaglio come costruire e interpretare il MACD, soffermandosi sul concetto di media mobile esponenziale e spiegando come usare questo indicatore per capire quando comprare o vendere.

Buona visione!

Trascrizione

Ciao a tutti, oggi parleremo di Moving Average Convergence Divergence. 

Ben ritrovati, io sono Davide Tagliabue, uno dei coach alla Unger Academy. In questo video vorrei mostrarvi le peculiarità del MACD, ovvero del Moving Average Convergence Divergence, e vorrei farlo partendo come sempre dalle sue origini, quindi andando passo-passo ad analizzare quali sono gli step necessari per il calcolo di questo indicatore, per andare poi a capire veramente qual è il suo significato. 

Come tutti gli indicatori non è altro che una rielaborazione dei prezzi che troviamo nel chart, in quanto come sempre tutti gli input necessari per il calcolo sono già contenuti nel prezzo del sottostante che andiamo a considerare. Naturalmente facciamo tutto questo per capire se esiste davvero un edge, quindi un vantaggio sul mercato che possiamo cogliere andando ad utilizzare questo indicatore.

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La media mobile semplice

Iniziamo subito da uno dei concetti più semplici, se vogliamo, dell'analisi tecnica, vale a dire quello della media mobile semplice, o Simple Moving Average in inglese.

Come saprete benissimo non è altro che la somma dei prezzi (solitamente si usano le Close) divisa per il numero dei prezzi considerati. Quindi possiamo vedere una Simple Moving Average, una media mobile semplice a 10 periodi, considerando 10 Close (3, 6, 9, e 10 l'ultima) che equivale alla somma delle Close diviso il numero delle Close considerate, quindi 10. Naturalmente alla barra successiva, quindi alla Close successiva, verrà ripetuto nuovamente il calcolo, quindi non verrà più considerata l'ultima barra ma entrerà invece in considerazione la barra successiva, per andare poi a trovare il nuovo valore della nostra media mobile semplice.

Vi ripeto il concetto che ogni Close, e quindi ogni barra, ha lo stesso peso. Cosa vuol dire? Che nella media io andrò a considerare nello stesso modo la prima e l'ultima Close e tutte quelle che ci sono in mezzo. Questa che vedete qui in basso è la formula messa in matematichese, se vogliamo dire così, del calcolo che in realtà è semplicissimo. Come convenzione qui e in tutto il resto del video porremo uguale a 1 le Close meno recenti e a “n” la close più recente. Quindi parleremo di x1, 2, 3, 4... Fino a 10 in questo caso per andare a considerare le Close dalla più lontana alla più vicina, e indicheremo appunto con “n” l'ultima Close appena avvenuta.

Un ultimo aspetto. Ci tengo a precisare nuovamente che nel concetto di media mobile semplice io in questo caso sto andando a considerare 10 prezzi, quindi 10 Close, e il peso di ciascuna Close sarà 1 diviso 10, quindi ogni Close peserà per il 10%, quindi verrà moltiplicata per 0,1. Vedete qui in alto i pesi.

La media mobile esponenziale

Quello che a noi interessa però è utilizzare per la costruzione del MACD la media mobile esponenziale. E che cos'è effettivamente questa media mobile esponenziale? E soprattutto, che differenza c'è tra la media mobile semplice e la media mobile esponenziale? Andiamo a capirlo insieme. Abbiamo appena detto che nella media mobile semplice i pesi sono tutti uguali e quindi andiamo ad indicarlo: Simple Moving Average vuol dire che W di n (W indica il peso, "weight" in inglese) è uguale al peso della barra precedente, quindi il peso della barra “n-1”,  e così via.

Nella media mobile esponenziale invece i pesi non sono uguali e si tende a dare più importanza ai numeri più recenti rispetto a quelli meno recenti. Come si ottiene questa cosa? Si tiene costante il rapporto tra i pesi. In questo modo vediamo un esempio: quindi il peso della barra “n-1” diviso il peso della barra “W con n” è uguale al peso della barra 1 diviso il peso della barra 2. Naturalmente più ci allontaniamo più il peso diminuirà, quindi questi rapporti non possono che essere minori di 1, quindi saranno uguali a un numero compreso tra 0 e 1, e quello che andrà ad identificarli sarà lo Smoothing Factor, ovvero questo valore di alfa che guarderemo in un secondo momento.

Per il momento concentriamoci sull'attribuzione dei pesi. Prima avevamo pesi tutti uguali, ora i pesi cambiano. Valuteremo maggiormente, quindi con un peso maggiore, la barra appena chiusa, e via via con un peso decrescente le barre passate. In questo modo, se ci pensate bene otterremo una media mobile che ha effettivamente infiniti valori, quindi verranno prese in considerazione tutte le barre. Ogni barra apporrà un contributo al valore della media mobile esponenziale perché il valore dei pesi, se ci pensate bene, non andrà mai a zero, ci sarà sempre un valore diverso da zero attribuito ad una barra.

Capiamo quindi che a prescindere dal numero che assoceremo a tale media, quindi spesso magari sentite parlare di media mobile esponenziale a 15 periodi, a 10 periodi, a 20 periodi, noi in realtà staremo sempre a considerare tutti i prezzi delle barre. Quindi che cosa vuol dire effettivamente calcolare una media mobile esponenziale usando 20 periodi? Qui in basso vi lascio sempre in matematichese cosa vuol dire effettivamente media mobile esponenziale. 

Quello che però ci tengo a passarvi come concetto almeno per adesso è che a prescindere se si tratti di una media mobile esponenziale calcolata a 20, 10, 15 periodi, noi andremo a considerare tutto lo storico. Quindi se prima avevamo una finestra che si muoveva, quindi una finestra mobile lunga tanto quanto i periodi considerati, adesso ipotizzando che la mia serie storica di dati inizi esattamente qui, io per il calcolo della media mobile esponenziale a prescindere dal numero dei periodi che calcolerò qui, prenderò in considerazione questa finestra. Per il calcolo della media mobile esponenziale successiva io prenderò in considerazione quest'altra finestra e così via. Quindi come vedete la finestra si amplifica sempre di più.

Quello che però andrà a cambiare ovviamente è il peso. Quindi se prima avevamo questa barra che aveva un peso maggiore, quindi in questo punto qui io avevo questa Close che mi pesava di più rispetto a tutte le altre, in quest'altro caso avrò il peso di questa Close uguale a questo, e il peso di questa Close che ormai è diventata seconda sarà diminuito. Quindi una finestra mobile che si amplifica sempre di più ma i pesi vanno a cambiare.

Andiamo quindi adesso a scoprire perché si associa comunque un numero alla media mobile esponenziale.

SMA vs EMA

Ipotizziamo ora di identificare alpha come 2 diviso “1+n” con "n" che corrisponde al calcolo di una media mobile semplice. Vediamo quindi qui che abbiamo a che fare con una Simple Moving Average di 20 periodi. 20 periodi implicherebbe un peso identico di 0,05 per ciascun prezzo considerato. Qui di fianco avremo poi i pesi di una media mobile esponenziale a 20 periodi, quindi con alfa che è uguale a 2 diviso 20+1. Cosa succede? Se noi sovrapponessimo i grafici dei pesi, scopriremmo che il baricentro dei pesi coincide. Cosa vuol dire che il baricentro dei pesi coincide? Se noi dovessimo ipotizzare di tracciare il baricentro lungo l'asse delle x dei pesi della Simple Moving Average finiremmo esattamente a metà. Se invece io andassi a considerare il baricentro di questa figura esponenziale, ricadrei esattamente nello stesso punto.

Quindi nella media mobile esponenziale a 20 periodi si considerano comunque tutte le barre della serie storica. Tutte le barre contribuiranno ma il baricentro dei pesi coincide con il baricentro di una media mobile semplice a 20 periodi. Ecco perché si dice media mobile esponenziale a 20 periodi, non perché si considerano solo 20 prezzi, quindi Close, High, eccetera, ma perché i pesi sono in qualche modo distribuiti attorno allo stesso baricentro.

Una piccola nota: qui ho inserito nel grafico per la media mobile esponenziale 42 barre, quindi 42 quantità significative. Naturalmente voi sapete benissimo che il concetto di media mobile esponenziale ricopre la considerazione di tutto lo storico. Qui ho graficato solo 42 numeri perché mi sembrava un numero accettabile per far vedere le barre. Sappiate però che se il nostro chart, quindi la considerazione dei valori, va oltre questo numero, noi dobbiamo ovviamente considerarli. E il baricentro di questa figura geometrica coincide con quello della media mobile semplice se naturalmente questa figura tende ad infinito. Se ci fermiamo come in questo caso a 42 poco cambierà. Il peso non sarà matematicamente coincidente ma varierà di una quantità infinitesima naturalmente più che trascurabile per i nostri scopi.

Vediamo in ultimo un altro esempio. Adesso vi ho riportato il confronto tra la media mobile esponenziale e la media mobile semplice a 20 periodi. Cosa avverrebbe se questo "n" fosse ad esempio uguale a 5? Nel primo caso avevamo un alfa uguale a 0.095. Nell'altro caso in cui noi ipotizzassimo un numero uguale a 5, vedremmo che alfa è uguale a 0,333, quindi il rapporto tra i pesi è di 0,33. Quindi vuol dire che questo peso blu è esattamente i due terzi del peso che lo precede, così come lo stesso vale per quest'altro peso blu. Questo peso non è altro che i 2/3 di questo peso e così via. Come vedete anche per questa figura esponenziale otterremo un baricentro che guarda caso coincide con quello di una media mobile semplice a 5 periodi.

Finiamola pure qui con le spiegazioni troppo teoriche e matematiche, che sono sicuramente molto utili per capire i concetti ma decisamente poco pratiche, e passiamo ad un'analisi più concettuale di questo tipo di media mobile.

Come potete vedere dal grafico dei pesi, il contributo delle barre più recenti è molto maggiore rispetto al contributo delle barre passate. In questo modo si terrà ad avere una media mobile che è in qualche modo più reattiva ai cambiamenti recenti, quindi è più reattiva a ciò che accade oggi rispetto a ciò che è stato nei giorni passati.

Vediamone subito un esempio grafico. Avevamo considerato per esempio la media mobile a 20 periodi. Consideriamo adesso i valori di entrambe le medie, media mobili semplice ed esponenziale a 20 periodi, su questo grafico. Come potete vedere la linea più scura, quindi la linea azzurro scuro che rappresenta la media mobile esponenziale, in confronto alla media mobile semplice reagisce in maniera più pronta, più rapida, più veloce a questo cambiamento repentino del mercato al rialzo.

Questa differenza è proprio dettata dalla differenza dei pesi considerati, perché questa barra qui, e questa barra, e successivamente poi le altre, avranno dei pesi maggiori nella media mobile esponenziale rispetto alla media mobile semplice in cui questa barra avrà (o questa barra ad esempio) avrà lo stesso peso, la stessa importanza delle barre di questo spike.

Il MACD

Eccoci arrivati alla spiegazione del MACD. Esso non è altro che il plot della differenza di una media mobile esponenziale a 26 periodi e una media mobile esponenziale a 12 periodi. Tutto qui. Non c'è niente di più e niente di meno. Viene poi calcolato un altro numero che viene usato come trigger o signal line, che non è altro che una media mobile esponenziale a 9 periodi di questa quantità, quindi del MACD.

Capite bene che stiamo andando a mescolare più volte, con queste medie, i valori del chart. Quindi se da una parte gli indicatori possono aiutare a comprendere meglio cosa sta avvenendo sul mercato, dall'altra parte ricordatevi sempre che gli indicatori sono una derivazione, una rielaborazione del prezzo del chart.

Andiamo ora a plottare questi valori. Questo e il tipico grafico che potremmo ottenere con le funzioni precostruite di qualsiasi software, tipo MultiCharts o TradeStation ad esempio. Vediamo in verde chiaro il MACD, in verde scuro la sua media mobile esponenziale a 9 periodi, e in rosso plottato a barre la differenza tra il MACD e la media mobile esponenziale a 9 periodi.

Il segnale diciamo da letteratura consiste nell'andare Long se il MACD crossa al di sopra del trigger e andare Short se il MACD è al di sotto del trigger. Come potete vedere, in questo caso abbiamo un cross tra il signal line e il MACD che marca un ingresso short. Dopodiché è seguito in questo punto qui esattamente da un altro ingresso Long.

Questo indicatore può essere anche interpretato in altri modi. Oltre ai cross, infatti, ci possono essere anche le divergenze tra il prezzo e questo indicatore, piuttosto che le interpretazioni sulla velocità del cross per capire se siamo in stato di ipercomprato o ipervenduto e così via.

In ultimo, se ci pensate bene il MACD, indicando una differenza tra due medie mobili, si potrebbe anche utilizzare da solo come segnale di ingresso e di uscita a seconda che si trovi al di sopra o al di sotto dello zero, che poi è un classico segnale da cross di medie mobili differenti.

Conclusioni

Bene ragazzi, si chiude qui la spiegazione del MACD. Io vi do appuntamento al prossimo video in cui andremo ad analizzare gli aspetti più pratici legati a questo indicatore. Vedremo dei trading system che cercano di sfruttare le potenzialità di questo indicatore.

Se il video vi è piaciuto vi invito a mettere un like, a lasciare un commento e se non l'avete ancora fatto vi invito ad iscrivervi al canale per rimanere aggiornati sull'uscita dei prossimi video.

In ultimo volevo ricordarvi che al link qui sotto in descrizione potete trovare un webinar completamente gratuito in cui viene trattata un'introduzione alla costruzione di trading system e alla creazione di portafogli ben diversificati di strategie automatiche seguendo il metodo del 4 volte campione del mondo di trading Andrea Unger.

Io vi do appuntamento alla parte 2 di questo video. Grazie per avermi seguito fin qui e alla prossima.

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Andrea Unger

Ciao, sono Andrea Unger, Trader professionista dal 2001 e unico a vincere per ben 4 volte il Campionato del Mondo di Trading con denaro reale.

Grazie a questi risultati sono spesso invitato come relatore in convegni in Europa, Stati Uniti e Asia. 

Sono inoltre autore di diversi libri, tra cui il primo in Italiano sulla Gestione del Rischio nel Trading, tradotto anche in Cinese e Inglese.

Metto a disposizione decenni di esperienza, di prove, di vittorie e sconfitte con le quali ho ideato un metodo scientifico, sistematico, replicabile e universale con cui, in soli 4 anni, più di 1.000 trader sono riusciti a rendersi autonomi.

Devi sapere infatti che gli studi dimostrano che solo il 25% dei trader guadagna, ma di questi ben il 90% lo fa con il trading sistematico...

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Non ti insegno a diventare ricco in poco tempo, ti insegno una professione che, con il duro lavoro, la passione, e sufficienti capitali potrebbe diventare la tua principale fonte di reddito.