Trailing Stop Loss e Trading Systems - Come si usa e funziona davvero?

di Andrea Unger

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Il trailing stop consente di proteggere una porzione dei guadagni generati da un trade tramite l’invio di un ordine stop che si aggiorna seguendo il profitto aperto della posizione.

In questo video, ti proponiamo un’analisi delle caratteristiche principali del trailing stop, di come si imposta e delle sue differenze rispetto al break-even stop (col quale viene talvolta confuso).

Inoltre rispondiamo a due domande molto interessanti: il trailing stop funziona davvero? Ed esistono dei trigger che in un certo senso lo utilizzano già?

Scopri di più guardando il video!

Buona visione!

 

Trascrizione

Ciao ragazzi e benvenuti in questo nuovo video. Io sono Andrea Nebiolo e sono uno dei coach della Unger Academy.

Oggi vi voglio parlare del trailing stop, che è un metodo per gestire le posizioni aperte tramite l'immissione di un ordine di tipo stop che segue l'andamento del trade e quindi ovviamente anche del mercato.

Il trailing stop diciamo che in tutte le sue maniere è uno strumento piuttosto conosciuto.

Dunque, partiamo dal principio. Che cos'è il trailing stop?

Cos'è il trailing stop e come si imposta

In pratica, quando viene raggiunta una certa soglia prefissata dall'utente in termini di escursione favorevole all'interno di una posizione, viene inserito un nuovo ordine di tipo stop che si aggiorna man mano seguendo il profitto aperto della posizione quando esso aumenta.

Lo scopo è quello di proteggere una porzione dei guadagni generati seguendo proprio l'andamento del trade e quindi, di conseguenza, anche del sottostante, perché ovviamente inficia l'andamento del trade.

Ecco che solitamente oltre alla soglia di attivazione iniziale c'è anche la configurazione di un altro parametro che riguarda la reattività (ovvero la distanza) con cui si segue questa posizione. Si tratta della distanza a cui deve stare il livello di tipo stop rispetto al punto di run-up del trade. Questa distanza o reattività può venire espressa in termini percentuali, che è il caso più comune, quindi come massima percentuale di ritracciamento ammissibile rispetto al massimo profitto raggiunto dal trade (quindi rispetto al punto di run-up), oppure in termini monetari o in punti a seconda dei casi.

Comunque diciamo che l'alternativa è esprimerlo come un ammontare fisso di ritracciamento ammissibile partendo a calcolarlo sempre dal punto di run-up.

Differenze con il break-even stop

Diciamo che il trailing stop viene spesso confuso con il breakeven stop, ma in realtà si tratta di due cose completamente differenti. Vediamo perché.

Il trailing stop segue il trade in maniera attiva, cioè continua ad aggiornarsi man mano che, ad esempio, un mercato fa nuovi massimi nel caso si sia long o nuovi minimi nel caso si sia ribassisti, quindi short.

Invece il breakeven stop, perlomeno nella sua variante più classica, prevede solamente di spostare lo stop loss sul prezzo di carico non appena viene raggiunto un certo guadagno dalla posizione. Il breakeven stop, però, non viene poi aggiornato in seguito, nel senso che rimane sul prezzo di carico. Volendo lo si può mettere qualche tick sopra o qualche tick sotto a seconda dei casi per ripagare, ad esempio, le commissioni o lo slippage, però diciamo che a livello concettuale il breakeven stop è semplicemente lo spostamento dello stop loss sul punto di pareggio, e non il gestire una posizione in maniera attiva secondo i nuovi massimi e minimi che si creano partendo a calcolare il tutto dal punto di run-up.

Inaffidabilità nel backtest (e come risolvere il problema)

Parlando invece di trailing stop, è bene sottolineare che su alcune piattaforme, questo soprattutto per quanto riguarda il trading sistematico, il calcolo nel backtest è inaffidabile.

Vediamo un esempio in questa immagine che vi ho riportato. Come vedete, in questa barra, nella barra che vedete più lunga, c'è stata una spike piuttosto importante e la piattaforma ha considerato preso il trailing stop in un certo punto. Il problema è che la piattaforma conosce i massimi e minimi delle barre solamente al termine dello storico, nel senso che in real time non conosce a priori quale sarà il massimo o minimo della barra. Per cui i trailing stop in real time e in backtest si comporterebbero in maniera molto differente.

Quindi il consiglio in questo caso è in generale di evitare queste parole chiave o funzioni che permettono di sbirciare nel futuro sapendo quale sarà il massimo e minimo della barra, a meno che non abbiate dei dati molto precisi, come per esempio quelli a tick, perché avendo lo svolgimento completo della vita di una barra così grande andreste ad eliminare il problema. Ma non è il caso più comune.

L'altra soluzione invece di solito consiste nel codificare un proprio trailing stop facendo in modo che non possa fare riferimento a barre future, quindi che il backtest si comporti esattamente come poi si comporterebbe in live, quindi senza conosceer a priori quale sarà il massimo o il minimo della barra dal quale si farà il calcolo del trailing stop.

Il trailing stop funziona davvero?

Vediamo ora invece un interrogativo: ma il trailing stop in generale funziona? Vi sono alternative o trigger che solitamente lo utilizzano già? Allora, per quanto riguarda la prima considerazione, quindi se funziona o meno, io ho provato parecchie volte a utilizzare dei trailing stop già codificati da me, quindi che evitino ovviamente quel problema di cui vi parlavo poc'anzi, ma non ho mai ottenuto (o quasi mai ottenuto) particolari benefici. Per cui diciamo che solitamente ho evitato poi di inserirlo perché la vedevo come una complicazione pressoché inutile, nel senso che dati alla mano, non vedevo per lo meno nel tipo di strategie che faccio io, non ci vedevo un vantaggio a livello monetario e per cui ho deciso banalmente di non utilizzarlo in questi casi. Fermo restando che laddove invece dimostrava dei miglioramenti, in qualche caso l'ho utilizzato, ma solo dove effettivamente ne valeva la pena e dove effettivamente dava dei benefici.

Il trailing stop e il Donchian Channel

Volevo però farvi notare che il trailing  stop come concetto diciamo un po' più lato, quindi come concetto di un qualcosa che segue la posizione, in realtà è già insito in alcuni trigger. Facciamo riferimento ad esempio a questa figura che potete vedere. Questa è una banalissima strategia di Donchian stop and reverse. Quindi abbiamo un canale di volatilità e si entra alla rottura del canale superiore long e si chiude la posizione in reverse quando c'è la rottura del canale inferiore. Si è sempre a mercato con un reverse continuo tra long e short.

Se ci pensate bene questa strategia, che funziona molto bene su alcuni sottostanti ed è molto semplice, in realtà ingloba già un trailing stop, perché la banda opposta rispetto a quella sulla quale voi avete fatto l'ingresso si aggiornerà di continuo e nel momento in cui voi andrete a fare un reverse di posizione in realtà è come se avesse toccato il trailing stop.

Quindi il trailing stop come concetto in generale viene utilizzato anche su trigger piuttosto banali e molto conosciuti da parecchi decenni. Volendo poi si può anche andare a modificare leggermente il trigger, nel senso che volendo si può poi, anziché stabilire ad esempio un ammontare fisso di ritracciamento, si può eventualmente chiamare in causa l'ATR o la deviazione standard per calcolare il livello del trailing stop ad esempio sulla volatilità.

Conclusione

Bene ragazzi, questa era una breve disamina sul trailing stop. Quindi abbiamo visto che cos'è il trailing stop e quali sono le differenze rispetto al breakeven stop. Ho anche accennato a come lo utilizzo io e vi ho dato qualche spunto di riflessione su come implementare eventualmente delle versioni alternative.

Lascio a voi quindi approfondire ulteriormente l'argomento, perché è molto noto e discusso.

Vi invito a mettere un like e condividere questo video se vi è piaciuto.

Vi ricordo anche che al link che trovate qui sotto in descrizione troverete un webinar completamente gratuito in cui viene trattata l'introduzione alla costruzione di trading system e alla costruzione di portafogli ben diversificati di strategie automatiche, il tutto seguendo il metodo del 4 volte campione del mondo Andrea Unger. 

Io ti do appuntamento ad un prossimo video per scoprire insieme altri aspetti legati al mondo dei trading system.

Ciao a tutti!

 

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Andrea Unger

Ciao, sono Andrea Unger, Trader professionista dal 2001 e unico a vincere per ben 4 volte il Campionato del Mondo di Trading con denaro reale.

Grazie a questi risultati sono spesso invitato come relatore in convegni in Europa, Stati Uniti e Asia. 

Sono inoltre autore di diversi libri, tra cui il primo in Italiano sulla Gestione del Rischio nel Trading, tradotto anche in Cinese e Inglese.

Metto a disposizione decenni di esperienza, di prove, di vittorie e sconfitte con le quali ho ideato un metodo scientifico, sistematico, replicabile e universale con cui, in soli 4 anni, più di 1.000 trader sono riusciti a rendersi autonomi.

Devi sapere infatti che gli studi dimostrano che solo il 25% dei trader guadagna, ma di questi ben il 90% lo fa con il trading sistematico...

Come mai allora i formatori insegnano quasi sempre solo il trading discrezionale? 

Non ti insegno a diventare ricco in poco tempo, ti insegno una professione che, con il duro lavoro, la passione, e sufficienti capitali potrebbe diventare la tua principale fonte di reddito.