Introduzione ai movimenti notturni dei mercati azionari
Esiste un bias notturno dei mercati azionari e quindi conviene aprire delle posizioni per sfruttare unicamente i movimenti dei mercati nelle ore notturne?
Qui ovviamente dovremmo fare una precisazione e dire che di fatto oggi gran parte dei mercati globali dei future sono aperti sostanzialmente 24 ore su 24.
E dunque le ore notturne potrebbero essere considerate né più né meno che una qualsiasi fase delle contrattazioni giornaliere.
Tuttavia, il discorso cambia se parliamo di azioni. In questo caso infatti questi mercati, sia americani che europei, risultano aperti solo durante le ore centrali della giornata, per non più di 6-8 ore.
E effettivamente di notte sono chiusi. Pertanto, le nostre riflessioni saranno riservate principalmente al mercato azionario.
Dicevamo all’inizio se può essere un trading profittevole quello di aspettare poco prima della chiusura giornaliera dei mercati per aprire posizioni long e poi sostanzialmente aspettare la riapertura del giorno dopo per chiuderle e vedere se sono state in guadagno oppure no.
La risposta è sì, ma a delle condizioni, e cioè che quel mercato di notte si muova e non resta immobile sui prezzi di chiusura della sessione del giorno precedente, che questo movimento sia ovviamente tendenzialmente rialzista, visto che apriamo posizioni long, e soprattutto che sia costante e affidabile nel tempo.
Quindi una caratteristica propria della natura di quel mercato. Andiamo a scoprirlo insieme.
Strategia iniziale per testare le condizioni base (con script)
Abbiamo eseguito il nostro primo test prendendo come riferimento lo SPY, l’ETF più grande che ha come sottostante l’S&P 500, quello con il maggior storico tra quelli esistenti sui vari indici americani, è stato lanciato infatti nel 1993, e sicuramente quello con la più grande capitalizzazione di mercato al mondo.
Abbiamo utilizzato poi questo semplice script su barre giornaliere, ipotizzando di eseguire ogni operazione con un controvalore fisso di 10.000$.
Vi ricordo che questo strumento viene negoziato con gli stessi identici orari dell’azionario, quindi dalle 9:30 del mattino alle 16:00 del pomeriggio, orario dell’Exchange.
Il codice, come potete vedere, è composto da due parti, possiamo dire due motori, attivabili attraverso l’input “overnight”.
Nel primo caso mettendo a 1 questo input andremo a comprare in chiusura di barra e di fatto a fine sessione, trattandosi di barre giornaliere, e poi chiuderemo la stessa posizione a mercato nella barra successiva, quindi nell’apertura della sessione il giorno dopo.
Nel secondo caso, invece, con l’input “overnight” settato a 0, facciamo la cosa esattamente opposta, ovvero: compriamo in apertura di barra e quindi di sessione, chiudiamo in chiusura di barra e quindi del mercato.
Questo doppio motore, ovviamente, ci servirà per verificare quali differenze ci sono tra l’aprire e detenere una posizione long durante la sessione cash, la sessione giornaliera quando i mercati sono effettivamente aperti, rispetto al detenere la stessa posizione durante la notte a mercati chiusi.
Abbiamo poi raggruppato le equity ottenute in queste slide che andremo adesso a vedere, così da velocizzare la nostra analisi.
Risultati della strategia base: il bias esiste ma…
In questa immagine vediamo la curva dei profitti ottenuta detenendo le posizioni long durante la notte sullo SPY nel corso degli anni ’90.
Nella successiva, invece, vediamo la stessa strategia basata su bias notturno, ma dal 2000 ai giorni nostri.
Direi che la prima conclusione è chiara. Questo bias effettivamente esiste e anche da molto tempo.
Negli anni ’90 era di una regolarità impressionante, basta vedere l’equity che abbiamo visto poc’anzi, e dal 2000 in avanti, invece, abbiamo avuto sempre una curva crescente ma molto meno regolare, con vari sali e scendi.
Passiamo oltre. Qui abbiamo, invece, la seconda strategia, quella che opera durante la sessione giornaliera, durante quindi la sessione Cash a mercati aperti, e anche qui la prima immagine si riferisce agli anni ’90.
Situazione diametralmente opposta a prima, abbiamo addirittura un net profit negativo.
Passiamo all’epoca storica più vicina a noi, dal 2000 in avanti, in questo caso abbiamo sicuramente una curva migliore della precedente, positiva se non altro, tuttavia abbastanza irregolare e che comunque guadagna meno rispetto alla stessa versione basata su bias notturno.
Qui abbiamo 6.193$ contro oltre 14.000 dell’altra, quindi più del doppio.
Diamo anche un’occhiata agli altri indici azionari americani per avere una conferma che effettivamente questo bias sia una caratteristica comune a tutti questi mercati.
Qui abbiamo rappresentato l’ETF sul Nasdaq. Partiamo dal 2000 perché rispetto a quello sull’S&P500 è nato successivamente.
Vediamo comunque sia una curva assolutamente regolare e crescente, così anche sul Dow Jones e per ultimo sul Russell 2000.
Quindi direi che in tutti i casi abbiamo equity crescenti, più o meno regolari, ma quello che è certo è che il bias viene ampiamente confermato.
Fin qui tutto bene. Apriamo la nostra posizione in chiusura di sessione, aspettiamo tutta la notte e la mattina seguente, il più delle volte, ritiriamo i nostri guadagni.
Ma è davvero così semplice?
Ma è davvero così semplice? Non proprio. E lo vediamo in questa slide, in cui vediamo riepilogati alcuni dei principali eventi che si sono succeduti negli ultimi 25 anni.
Caduta delle torri gemelle, bolla Dot-com, nel 2008 la crisi dei mutui Subprime e il fallimento della Lehman Brothers, più recentemente la pandemia Covid, la guerra in Ucraina e in questo stesso anno il Liberation Day con l’annuncio dei dazi ad aprile.
Tutti questi eventi hanno provocato degli shock sui mercati azionari e ovviamente anche sulla nostra strategia, come potete vedere nell’equity.
Con lo svantaggio che essere long durante questi eventi, questi periodi, ovviamente non è il massimo, anche perché di fatto siamo a mercati chiusi e non possiamo intervenire sul nostro trade e non esiste ovviamente stop loss che tenga.
Quindi direi che il bias notturno abbiamo visto che esiste, è evidente e ripaga con la sua profittabilità anche di un rischio maggiore rispetto a chi fa trading solo durante la sessione giornaliera.
C’è un modo per eliminare del tutto questo rischio? La risposta è purtroppo no.
Perché questi eventi possono accadere in qualsiasi momento, compresa la notte, e per definizione sono non prevedibili.
Sicuramente però possiamo limitare e di molto, alcuni lati deboli di questa strategia, di questo approccio, e in questa seconda parte vedremo come.
Test di nuove condizioni per gestire il rischio
Per il nostro test prendiamo come riferimento il paniere delle 100 azioni che compongono il Nasdaq.
Inseriamo come data di partenza del backtest il 2010, semplicemente perché alcune delle big tech con peso più rilevante che oggi lo compongono, prima del 2010 non erano quotate. Vedi ad esempio Tesla e Meta, giusto per fare alcuni esempi.
Facciamo girare il backtest e questa è l’equity che otteniamo, l’equity di partenza.
Vediamo che essa, sostanzialmente, aspettiamo ancora un attimo, sostanzialmente ricalca quanto già visto in precedenza sugli ETF.
È quindi un’equity abbastanza regolare, però con ovviamente dei drawdown piuttosto pronunciati in occasione degli shock azionari di cui parlavamo prima, 2020 piuttosto che aprile di quest’anno.
Andiamo a guardare un attimo le metriche. Vediamo che la strategia ha un net profit di 1,6 milioni con un max drawdown di circa 315.000$.
Vi ricordo che in questa versione base eseguiamo un trade al giorno per ogni azione e utilizziamo la classica size da 10.000$ ad operazione.
Questa strategia, in questa versione, non ha filtri, quindi compriamo in qualsiasi condizione di mercato e soprattutto compriamo anche a ridosso del weekend, lasciando la posizione aperta fino al lunedì.
In questa maniera non siamo solo overnight, ma in certe occasioni siamo anche over weekend.
Pertanto, in balia degli eventi che possono accadere durante il fine settimana e che il mercato, gioco forza, poi sconterà alla riapertura del lunedì.
Proviamo quindi a eliminare perlomeno questa componente di rischio evitando gli ingressi il venerdì.
Andiamo a modificare l’input che li riguarda, quindi mettiamo come giorno da evitare il giorno 5, il venerdì, e facciamo girare il nostro backtest.
Ok, allora vediamo che il net profit rimane sostanzialmente simile al precedente, quindi intorno a 1.600.000.
Quello che salta subito all’occhio è il dimezzamento del massimo drawdown.
Andiamo a vedere se anche sull’equity questa riduzione del drawdown si trasforma in una maggiore regolarità della curva dei profitti.
Sì, confermato. L’equity assume un aspetto molto più gradevole rispetto alla versione base e lo vediamo soprattutto in occasione degli eventi, un pochettino più rilevanti, quindi Covid, piuttosto che il 2022 e in parte anche aprile di quest’anno.
Andiamo a controllare l’Annual Period Analysis. Ok, abbiamo una distribuzione molto regolare dei profitti, quindi tutti gli anni in profitto, ad eccezione del 2016, che è stato un anno sicuramente non molto volatile e probabilmente questa bassa volatilità ha inciso sul tipo di strategia.
Ma soprattutto Il 2022, essendo stato un anno sostanzialmente orso per gran parte del tempo, è l’anno peggiore, con quasi 41.000$ di perdita.
Partiamo quindi da qui e diciamo che questo tipo di filtro funziona bene, quindi lo possiamo prendere per buono.
Come migliorare ulteriormente la strategia
Come possiamo migliorare ulteriormente la nostra strategia? Quali potrebbero essere le condizioni ideali per aprire le posizioni?
È più vantaggioso comprare sulla forza e quindi in presenza di una chiusura positiva di sessione contando sulla prosecuzione del trend anche nella notte, oppure sulla debolezza, aspettando un rimbalzo e puntando più sulla componente mean reverting dei mercati azionari?
Andiamo a verificarlo attraverso il secondo e terzo script.
In questo script qui, infatti, mettiamo come condizione che la close di oggi sia stata maggiore della close di ieri e nell’altro invece la condizione esattamente opposta, che la close di oggi sia stata inferiore alla close di ieri, quindi una chiusura debole.
Qui troviamo riepilogate le metriche della seconda strategia, quella che prevede come condizione la chiusura positiva di sessione.
Come vedete il net profit passa da oltre 1.600.000 a meno di 500.000$ e soprattutto non si ha alcun beneficio in termini di riduzione del drawdown, che resta sostanzialmente uguale.
Diamo un’occhiata anche all’equity. L’equity ci conferma i dubbi che avevamo.
Sicuramente non si guadagna né in termini di profitto, ma soprattutto nemmeno in termini di regolarità.
Passiamo ora all’altro caso, quello con la chiusura debole, e vediamo che la situazione in questo caso cambia drasticamente.
Risultati delle condizioni che funzionano meglio
Il net profit si riduce che passa a 1,1 milioni. E ovviamente la riduzione ci sta perché di fatto i filtri ci fanno operare di meno, ma in questo caso è molto più ridotta.
Ma quello che impressiona è la riduzione del drawdown che sostanzialmente si dimezza.
Andiamo a vedere anche l’equity line. L’equity line conferma in pieno le nostre impressioni, diventa eccezionalmente regolare, a parte questo picco di drawdown relativo al 2020, ma per il resto rispetto all’equity di base, assume tutt’altra connotazione.
Quindi direi che questo filtro, basato un po’ sulla componente mean reverting dei mercati, vince decisamente sull’altro.
Diamo un’ultima occhiata anche al Periodical Analysis. E andiamo a verificare la distribuzione dei profitti durante gli anni.
Eravamo rimasti che nella strategia base l’anno con la più grossa perdita era il 2022, che invece con l’applicazione di questo filtro diventa in deciso profitto.
Stessa cosa anche per il 2016, che era stato un anno di bassa volatilità, sicuramente un anno senza eventi avversi a livello di ribassi azionari, ma comunque per questa strategia era stato nella versione base un anno negativo.
Quindi direi che questo filtro, unito a quello che prevede di non aprire posizioni il venerdì, passano decisamente a pieni voti.
A dire il vero, a livello intuitivo ci si poteva aspettare il contrario, cioè che operare solo in presenza di chiusure positive ci mettesse a riparo da brutte operazioni, soprattutto dai drawdown nei momenti di ribasso del mercato.
In realtà è vero l’esatto contrario: conviene comprare sulla debolezza e conviene farlo anche nei periodi orso, come il 2022, contando sui rimbalzi che il mercato prima o poi mette a segno.
È vero anche che nei crash veloci come il Covid nel 2020 e aprile 2025 il rischio di incassare brutte perdite aumenta a dismisura e magari si potrebbe pensare di inserire ulteriori condizioni che ci impediscano di entrare quando la chiusura sia stata troppo negativa rispetto a quella del giorno prima, così da evitare potenzialmente un sell off in corso.
Come sempre andrà trovato il giusto compromesso tra riduzione del rischio e diminuzione dei profitti.
Va anche detto che, trattandosi di azioni, si ha il grosso vantaggio di poter determinare l’importo da investire a nostro piacimento.
Tuttavia, l’aspetto negativo è che, essendo strumenti in cui non è presente una leva implicita, come per i future, si dovrà per forza di cose filtrare ulteriormente la strategia per ottenere un average trade capiente ed utilizzabile.
Considerazioni finali
Bene, siamo giunti alla conclusione di questo video in cui abbiamo visto quali opportunità ci offre il bias notturno presente sui mercati azionari.
L’obiettivo era non solo confermare l’esistenza di questo bias e la possibilità di sfruttarlo, ma anche farvi ragionare sugli evidenti vantaggi e anche sugli svantaggi che ci sono nel detenere posizioni overnight sul mercato azionario.
Vi lascio con un ulteriore spunto. Provate a replicare questa stessa strategia vista sui mercati americani anche ai principali mercati azionari europei.
Vedi il DAX piuttosto che l’EuroStoxx attraverso degli ETF o magari gli stessi futures, applicati nella sessione classica che va dalle 8:00 alle 22:00.
Sicuramente troverete materiale e cose interessanti su cui fare i vostri studi e i vostri ragionamenti. Per ora direi che è tutto.
Appuntamento al prossimo video!





