Il Puzzle Ricomposto

di Andrea Unger

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E rieccoci ragazzi! Nel secondo articolo eravamo arrivati al punto in cui troppo era…troppo (puoi leggere il primo articolo della serie qui)!!

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Dopo aver identificato la necessità di diversificare il mio portafoglio, crebbe molto in numero di strategie e, a un certo punto, non era più possibile tenerlo sotto controllo in maniera efficiente! C’erano semplicemente troppe cose da analizzare e considerare: cosa funzionava e cosa no era nascosto nel mostro che avevo creato…

Capii che dovevo razionalizzare l’approccio a partire da un modo per decidere quali strategie avrebbero dovuto lavorare e quali no e poi come dimensionarne la posizione in maniera appropriata.

Avendo a che fare con un portafoglio di strategie, mi concentrai sull’aspetto di ciascuna equity, semplicemente considerando la performance più recente. Dopo aver deciso ogni quanto analizzare lo stato dell’arte, alimentai il mio Sistema con i dati giornalieri di perdita o guadagno dei singoli sistemi e, al momento opportuno deciso in precedenza, mi misi ad analizzare i dati. Faccio queste analisi mensilmente, si potrebbero fare anche settimanalmente ma non credo che questo porterebbe a particolari benefici aggiuntivi.

Durante l’analisi controllo una performance a lungo termine (inteso come un periodo di 12-18 mesi) ed una a più breve termine (3-6 mesi), entrambi devono essere positive e quella a breve termine, in proporzione, deve essere migliore dell’altra, in sostanza sono alla ricerca di strategie che mostrano un momentum di performance nell’ultimo periodo: profitti in crescita.

Tutte le strategie che passano questi criteri saranno messe all’opera nel mese successivo all’analisi, quelle che invece falliscono tale esame verranno tenute in incubazione.

Per dimensionare la posizione di ciascuna strategia faccio di nuovo riferimento ai dati di profit/loss giornaliero e, in particolare, valuto per ciascuna il peggior risultato giornaliero storico. Questo parametro verrà usato per stabilire il numero di contratti assieme alla percentuale che sono disposto a rischiare del mio capitale.

I numeri ottenuti possono venire aggiustati ulteriormente (ridotti) prendendo in considerazione il Massimo drawdown di ciascuna strategia ed eventuali correlazioni tra i sistemi.

I passaggi matematici descritti non sono complicati concettualmente ma richiedono tempo e, una volta applicati all’intero portafoglio comportano uno sforzo di calcolo enorme, con mezzi standard a nostra disposizione tutto il processo dura facilmente diverse ore prima di produrre alcuni risultati.

Dobbiamo anche considerare che il nostro basket di strategie va sottoposto a backtest per identificare il set di parametri più opportune da usare (rischio%, long period, short period, ecc.), per portare a termine una tale impresa titanica si decise di sviluppare un software dedicato: TITAN!

TITAN riceve come input i profitti e le perdite giornaliere di tutte le strategie e tutti i settaggi desiderati, come output otterremo la lista delle strategie da mettere live nel prossimo periodo e, per ciascuna di esse, il relativo numero di contratti da usare, tutto veramente semplice! Ma veramente efficace!

Un portafoglio è importante a livello di contenuto (buone strategie) e manutenzione (tutte le operazioni descritte qui sopra), questo è dove io mi trovo oggi, ora è il tuo turno!

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Andrea Unger

Ciao, sono Andrea Unger, Trader professionista dal 2001 e unico a vincere per ben 4 volte il Campionato del Mondo di Trading con denaro reale.

Grazie a questi risultati sono spesso invitato come relatore in convegni in Europa, Stati Uniti e Asia. 

Sono inoltre autore di diversi libri, tra cui il primo in Italiano sulla Gestione del Rischio nel Trading, tradotto anche in Cinese e Inglese.

Metto a disposizione decenni di esperienza, di prove, di vittorie e sconfitte con le quali ho ideato un metodo scientifico, sistematico, replicabile e universale con cui, in soli 4 anni, più di 1.000 trader sono riusciti a rendersi autonomi.

Devi sapere infatti che gli studi dimostrano che solo il 25% dei trader guadagna, ma di questi ben il 90% lo fa con il trading sistematico...

Come mai allora i formatori insegnano quasi sempre solo il trading discrezionale? 

Non ti insegno a diventare ricco in poco tempo, ti insegno una professione che, con il duro lavoro, la passione, e sufficienti capitali potrebbe diventare la tua principale fonte di reddito.