Mercati negli ultimi 6 mesi: Azionari, Energetici, Cereali… e le Crypto??

di Francesco Placci

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I primi mesi del 2022 sono stati molto movimentati per i mercati. Tra il conflitto Russia-Ucraina, l’aumento dei tassi di interesse e la crescita dell’inflazione, abbiamo assistito a diversi eventi che hanno avuto un forte impatto sull’andamento dei mercati.

In questo video offriamo una panoramica breve ma esaustiva dei movimenti più importanti degli ultimi mesi soffermandoci su azioni, obbligazioni, materie prime (energetici, metalli, carni, cereali, soft commodity) valute e criptovalute. 

Ecco alcuni temi trattati nel video:

- Effetti dell’inflazione e dell’aumento dei tassi di interesse su azioni e bond

- Impatto della guerra in Ucraina sui prezzi delle materie prime

- Rendimenti dei principali mercati da inizio anno ad oggi

- Andamento della volatilità e segnali di preoccupazione da parte degli operatori

Buona visione!

Trascrizione

Ciao ragazzi e benvenuti. Io sono Francesco Placci e oggi faremo una panoramica sui mercati, a differenza di quello che facciamo tutte le settimane, un pochino più di lungo periodo, andando a vedere che cosa è successo di interessante negli ultimi sei mesi.

Partiamo quindi come di consueto dagli indici azionari. In questo grafico vediamo il Nasdaq, vediamo l'ultimo anno del Nasdaq. È abbastanza facile capire come sia stato un buon fine anno e negli ultimi sei mesi il trend si sia decisamente invertito nonostante un notevole rimbalzo degli ultimi giorni, parliamo di un più 7% negli ultimi 5 giorni. Quindi un mercato che ha avuto due leg di ribasso abbastanza importanti per un ribasso complessivo da massimo a minimo superiore al 30%.

La situazione non è troppo diversa sugli altri indici. Vediamo in questo grafico il Mini SP 500, anch'esso con le due leg di ribasso, e un rimbalzo abbastanza forte negli ultimi 5 giorni. Il ribasso del Mini SP 500 è più contenuto. È di poco superiore a un 20%, comunque è già di una certa entità.

Se andiamo a vedere il rendimento a un anno, possiamo notare come sia negativo per tutti gli indici azionari. Quindi trend ribassista, al momento, già di una discreta entità, quindi correzioni superiori a un 20-30% non sono così frequenti. Speriamo di essere arrivati vicino al fondo.

Voi sapete che comunque ci sono ragioni di tipo fondamentale che stanno minando la tenuta dei mercati. Ovviamente la tensione sui tassi derivante dalle politiche della banca centrale americana, quindi il rialzo dei tassi che pesa in quanto misura regressiva per l'economia. E aumento dei tassi ovviamente derivante anche dalle tensioni sui mercati delle materie prime, quindi dall'inflazione che è molto alta. E quindi la banca centrale americana sta cercando di mettere un freno a questa situazione alzando i tassi. Vediamo fin dove potrà arrivare perché ovviamente, come già detto, l'aumento dei tassi peserà sull'economia.

Contestualmente quindi al ribasso delle azioni, abbiamo assistito anche ad un ribasso delle obbligazioni, dei bond, perché è una conseguenza naturale del rialzo dei tassi che i prezzi delle obbligazioni scendano. Quindi abbiamo visto un forte bear market su tutti i bond.

In questo caso vediamo il T-Bond americano. Vediamo anche il decennale americano e il decennale europeo, il Bund. Per tutti vediamo un ribasso che si aggira tra l'8% e il 9%. Quindi ribasso sui bond. Ribasso sulle azioni. È una situazione abbastanza difficile soprattutto per il mondo dell'investing, perché è composto principalmente da queste due asset class, quindi bond e azioni, e se scendono entrambe è difficile sicuramente ottenere dei portafogli efficienti.

Chi invece ha fatto molto bene è senza dubbio il comparto energetico. Andiamo a dare un'occhiata al Crude Oil. Lo vediamo in questo grafico a partire da circa un anno fa. Un fortissimo trend rialzista. Non dimentichiamoci che addirittura aveva toccato prezzi negativi durante il periodo Covid, quindi è stato veramente un run-up notevole.

Tra tutti gli energetici tutto sommato il Crude Oil è uno di quelli che hanno fatto peggio, perché se andiamo a vedere le performance per esempio dell'Heating Oil a un anno sono pari al 358%, il Natural Gas al 156%, la benzina al 123%.

Chiaramente su questo comparto pesano le tensioni, anche macroeconomiche, derivanti dalla guerra tra Russia e Ucraina. E come ben sappiamo, tutto ciò si riverbera in una forte crescita dei prezzi delle materie prime, in particolare energetici e cereali.

Passando poi al mercato dei metalli, è da tanto che lo diciamo, non hanno avuto un trend, un movimento direzionale. Poi vedete che a un anno hanno rendimenti principalmente negativi. Chi ha fatto peggio è senz'altro il Silver (quindi l’argento). Il platino. L'oro è pressoché invariato.

Rendimenti negativi anche sul comparto delle carni. Anche qui non c'è molto da segnalare, mentre invece vediamo una crescita dei prezzi soprattutto sulle soft commodity e sui cereali.

Tra le soft commodity chi è cresciuto di più è senz'altro il succo d'arancia, +55%, e il cotone, +77%. Fatemi attivare la deviazione standard. Ecco vediamo la volatilità al di sotto di questo grafico, che per tutti i sottostanti è decisamente elevata. Lo vedremo meglio dopo.

Passando invece al comparto dei cereali, abbiamo rendimenti degni di nota soprattutto sul grano. Sappiamo che è una delle materie prime prodotte in Ucraina, e quindi la tensione della guerra si è riverberata su questo tipo di materia prima agricola. Non soltanto, vediamo in generale rendimenti a un anno positivi su tutto il comparto.

Se passiamo invece a dare un'occhiata alle valute, vediamo la forza del dollaro abbastanza evidente. L'Euro-Dollaro ha perso circa un 12% in un anno. Andiamo a dare un'occhiata anche al trend: decisamente ribassista. È chiaro che un 12% su una valuta è un movimento di una discreta entità, perché solitamente la volatilità di questi strumenti non è paragonabile a quella delle altre commodity.

Ed è un trend che troviamo su tutte le valute. Quindi il dollaro è forte nei confronti di tutte le altre valute.

Debole anche il comparto delle criptovalute. Il Bitcoin perde circa il 21%, quasi il 22%, da un anno a questa parte. Ci troviamo su dei minimi importanti. Era stata rotta la soglia dei 30.000 che poi è stata recentemente recuperata. Tutto il comparto delle criptovalute sta soffrendo in questo momento. Il Bitcoin tutto sommato è una di quelle che sta tenendo di più.

Diamo un'occhiata alla volatilità misurata come deviazione standard, quindi come volatilità storica. E possiamo notare che sul lungo periodo, quindi mi riferisco a un arco temporale di un anno, abbiamo valori di percentile comunque molto alti. 95esimo percentile sia sul Nasdaq che sul Mini SP 500.

Abbiamo sicuramente una volatilità alta anche sui bond. Sugli energetici un pochino di meno. Abbiamo sulle soft commodity molta volatilità, insomma. Quindi in generale, guardate 93%, 98% sulle valute, è una situazione che rispecchia l'instabilità che stanno mostrando i mercati in questo momento.

Diamo infine un'occhiata alla struttura a termine della volatilità implicita. In questo grafico vediamo il Vix, che si trova su livelli abbastanza elevati, tra i più alti dell'ultimo anno. Ha toccato un massimo di 39, quindi ci siamo avvicinati alla soglia psicologica di 40$.

Tutto sommato, se paragonati questi spike all'entità del ribasso, mi viene da dire che sì, è salita la volatilità, ma il panico vero e proprio non c'è mai stato, perché guardiamo anche la struttura a termine degli indici di volatilità sull'SPX. Abbiamo avuto brevi momenti di backwardation. Al momento siamo tornati in contango, però non abbiamo visto nulla di particolarmente estremo soprattutto se paragonato al ribasso degli indici, che sicuramente è di una notevole entità.

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Ragazzi, per oggi è tutto.

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Vi do appuntamento alla prossima settimana.

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Francesco Placci

Ciao sono Francesco Placci, trader  professionista dal 2005 grazie all'approccio sistematico ai mercati. 

Le mie competenze spaziano dal trading sui future su indici ai bond, dalle azioni alle commodity, con un focus particolare sulla volatilità e sulle opzioni, che ritengo essere tra gli strumenti più versatili e affascinanti a disposizione di noi trader.

Dopo un'esperienza presso primari istituti di credito italiani, in cui ho appreso le basi della finanza istituzionale, ho intrapreso con successo e soddisfazione personale la carriera di trader indipendente.

Fondatore di Algoritmica.pro, dal 2019 entro a far parte di Unger Academy come responsabile della ricerca e sviluppo.