Introduzione: il 2025 sui mercati
Andrea Unger
Ciao a tutti, ciao a tutti e benvenuti da Andrea Unger e da Francesco, Franz, Placci.
Francesco Placci
Ciao ragazzi.
Andrea Unger
E siamo qua, come di consueto, all’inizio di ogni nuovo anno per parlare un po’ di quello che ci è successo nell’anno passato, ovviamente a livello di trading, e mostrarvi come sono andate le cose.
Un anno, il 2025, abbastanza burrascoso all’inizio e vedrete anche come questo si sia ripercosso sulla performance, per lo meno la mia, e grazie o a causa di tutto il discorso dei dazi di Trump, penso che tutti lo sappiate, e poi è andato avanti in maniera più tranquilla.
L’anno di Andrea Unger
È un anno dove mi sono concentrato su due fronti e qui vediamo partire la diapositiva con i dati e non posso dire di essere soddisfatto.
Questo è l’andamento del mio anno e vedete che la performance globale è stata addirittura sotto il 10%.
“Addirittura” è brutto dirlo perché ho sempre detto che il 10% all’anno ci sarebbe da far la firma per investirci i propri capitali.
Però, trattandosi di trading, ovviamente non su tutto il capitale a mia disposizione, ma su una porzione seppur significativa, io contavo sinceramente di fare qualcosa di più.
L’impatto dei dazi di Trump sul trading di Andrea
Cosa è successo di fatto? È successo che in concomitanza con l’annuncio il D-day dei dazi di Trump, voi ricorderete forse che la Borsa ha avuto un tracollo non da poco e purtroppo sono stato colpito da questo tracollo, il drawdown del 14,16% che si vede nell’angolino è praticamente tutto in quel periodo lì.
A questo punto mi sono fatto due domande perché non mi aspettavo sinceramente una reazione di questo tipo dal mix di strategie che avevo e ho ridotto il rischio.
Ho ridotto il rischio e quindi ho sfruttato, non dico male, ma ho sfruttato meno, quella che poi è stata la ripresa che c’è stata, perché vedete che dopo è andato tutto bene, è andato tutto bene per tutto il resto dell’anno, fatto salvo il mese di dicembre, dove, vi dico tranquillamente, mi hanno tradito i sistemi che avevo attivi sul Gold Future.
Il Gold è stato uno dei protagonisti dell’anno, ha prodotto veramente dei bei ritorni in generale.
E poi di colpo, a dicembre, il mercato ha deciso di non andare più da nessuna parte, ballonzolava sempre attorno agli stessi valori e i sistemi ne hanno risentito portando alle perdite che vedete in quel drawdown di fine anno.
I mercati migliori e peggiori per Unger
Nel complesso, durante tutto l’anno, il Gold, come vi dicevo, l’ha fatto un po’ da padrone, ma è andato molto bene anche il DAX.
Si è ripreso, rispetto all’anno scorso, il Nasdaq, che ha dato segno di vita, però so che non su tutte le strategie a disposizione, perché alcuni colleghi sul Nasdaq non hanno avuto gli stessi ritorni che ho avuto io su quelle che uso, i sistemi che uso io.
E il Mini S&P è stato un po’ ballerino, a parte che è stato protagonista negativo del periodaccio dei dazi, ma in generale è un anno in sordina proprio, non ha fatto quello che di solito faceva che era un po’ il volano di tutte le performance dei trading system.
Questo è quanto. Voi vedete nei dati dei migliori e i peggiori performer delle opzioni, non vedete i future, semplicemente perché sì, ho abbracciato, lo sapete ormai, anche il trading in opzioni per diversificare, e qui vengono registrati i profitti sulle singole opzioni.
Ovviamente si lavora a strutture e questi numeri non hanno nessun significato perché ragionano su quello che è una parte della struttura. Però Interactive Brokers purtroppo fornisce questo genere di reporting e non possiamo farci niente. E quindi non conta questo dato.
Un anno quindi… dire negativo no, questo non lo posso dire, però un anno che non mi trova molto soddisfatto. E non mi trova molto soddisfatto non solo per la performance mia, ma per quella che vedrete fra poco. Dico bene, Franz, puoi farci vedere?
L’anno di Francesco Placci
Francesco Placci
Ecco la performance mia. Mah, ti sembrerà strano, ma anche io non sono soddisfatto, ma non parliamo di risultato economico. Parliamo di comportamento e di disciplina.
L’errore costoso di Francesco
Qua è facile vedere che verso la fine dell’anno c’è stato un discreto drawdown molto importante, è dato tutto liscio, perfettamente fino a dicembre. In dicembre ho fatto la minchiata, come si dice. Nella quale purtroppo mi capita a distanza di tre, quattro anni di ricaderci, due o tre anni.
Andrea Unger
2018 se non ricordo male, la prima volta che ti lamentavi di un fine anno di questo tipo.
Francesco Placci
La ripeti, scusa?
Andrea Unger
Era 2018, la prima volta.
Francesco Placci
Il 2018 è stato una cosa tremenda, sì è stato veramente… Però da lì ho imparato almeno a gestire le difficoltà anche dal punto di vista emotivo.
Ciò nonostante, però cado un po’ negli stessi errori, sebbene in maniera minore, però un po’ il concetto di overconfidence, quando vedi che tutto va bene, ti senti non dico invincibile, però insomma non vai a pensare che il mercato ti si possa girare contro in maniera molto rapida anche, come poi peraltro è successo.
Magari il primo drawdown è l’occasione per incrementare addirittura le posizioni, fino a quando poi ci pensa il mercato a metterti in riga.
Andrea Unger
Dovresti leggere “Il trattato di Money Management” di un certo Andrea Unger, così non le fai più queste cose.
Francesco Placci
L’ho letto già a suo tempo, quindi… Poi comunque ho chi mi dispensa delle perle quotidiane, quindi… Non c’è niente da fare, lì è questione di autodisciplina.
Esperimenti e Calendar Spread
Francesco Placci
Poi, vabbè, c’è da dire un’altra cosa a mia discolpa, che sperimento un po’ anche su questo conto, no? Quindi ho studiato delle variazioni rispetto alle strategie che di solito utilizzo, in particolare variazioni che sono basate su strutture calendarizzate.
E per chi di voi fa opzioni sa che non c’è nulla di più aleatorio del payoff o comunque del comportamento di un Calendar Spread, o comunque sia strutture calendarizzate.
Perché già le opzioni subiscono l’impatto di molteplici variabili. Quando poi andiamo a costruire strategie su addirittura scadenze diverse, ecco che allora diventa veramente difficile trovare la quadra.
E questo un po’ mi ha penalizzato perché è stato un periodo molto negativo per le strutture calendarizzate, dicembre del 2025, e quindi ha accentuato un drawdown che era naturale, che sarebbe dovuto arrivare comunque, però me lo sono ingigantito, questo è un po’ il concetto.
Per questo non sono contento, ovviamente non posso non essere contento delle performance, ci mancherebbe, però non sono stato bravo come avrei dovuto essere.
Me lo ricorderò per qualche anno ancora, poi probabilmente cadrò negli stessi errori. No, deve essere l’occasione veramente per far tesoro dell’esperienza.
Andrea Unger
Almeno con il drawdown sei peggio te, almeno quello.
Francesco Placci
Come drawdown, senz’altro. Poi, vabbè, c’è da dire una cosa; che così come è arrivato questo drawdown, i primi giorni dell’anno non dico che è sparito tutto, no, assolutamente, però c’è stato un discreto rimbalzo delle strategie.
Alcune sono state chiuse ovviamente in perdita ma quelle che sono arrivate all’anno nuovo, invece, hanno visto un improvviso recupero in un paio di giorni.
Trading in opzioni, volatilità e l’approccio “da vecchietto”
Il frutto di questo conto è fondamentalmente il frutto del trading in opzioni, più qualche operazione sui VIX Future in spread, che sapete che è un’operatività che non mi dispiace, che è quella legata comunque alla volatilità. Ma non ci sono state tantissime occasioni neanche quest’anno.
Andrea Unger
L’approccio da vecchietto, dai.
Francesco Placci
Come?
Andrea Unger
Un approccio da vecchietto ormai.
Francesco Placci
Sì, ormai è un approccio da vecchietto, ma ho trovato un po’ la mia dimensione. I vantaggi del trading in opzioni, per come lo faccio io, è che è un trading lento, non devo stare davanti al computer diciamo a monitorare come si muove il mercato, anche se abbiamo visto, per esempio, a Padova, al nostro evento scorso, che è possibile fare trading in opzioni anche in maniera rapida con strutture intorno a 0DTE, è un po’ difficile e pericoloso, ma si può fare, o comunque con scadenze più brevi.
Andrea Unger
E hai fatto anche quelle qua dentro, mi dicevi?
Francesco Placci
Ho fatto qualche esperimento, più che altro, però il 90% è dato dalle strutture, dalle strategie che poi sono presentati anche nei nostri percorsi formativi, nei nostri libri, e sicuramente sono quelle che han fatto il core del portafoglio.
Considerazioni finali sulle performance dell’anno
Andrea Unger
Bene, a questo punto non posso che stendere un velo pietoso sulla differenza di performance tra Franz e il sottoscritto, come faccio ormai quasi ogni anno d’abitudine.
Francesco Placci
No, no, non è mica vero. L’anno scorso le ho prese.
Andrea Unger
Sono mosche bianche, ho capito. Poi non solo ti ci metti tu, ci si mettono anche gli studenti, alcuni che ci danno la biada a entrambi, i nostri coach che pure vanno per la maggiore.
Francesco Placci
È vero, tra i coach quest’anno c’è chi… Ma non solo quest’anno.
Andrea Unger
È ora di passare il testimone a qualcuno, penso. Devo ritirarmi in pensione o qualcosa del genere perché insomma anch’io ho raggiunto una certa. E infatti sto switchando anche io sulle opzioni parecchio del focus proprio perché è più tranquillo, più adatto insomma alle coronarie del momento.
Io ragazzi vi ringrazio, a questo punto, e vi do appuntamento all’accoppiata Franza e Andrea per l’anno prossimo, sperando in risultati migliori per tutti e due, diciamo dai.
Migliori in senso poi lato, perché Franz è andato egregiamente bene direi, però in generale è sempre meglio migliorare che peggiorare, questo è un po’ palese come cosa. E vi do appuntamento a questo tipo di video fra 12 mesi.
Ciao a tutti, ciao da Andrea.
Francesco Placci
Ciao ragazzi.





