Un fenomeno in rapida diffusione
Ogni giorno migliaia di italiani ricevono messaggi, chiamate o email da falsi esperti di finanza. Promettono soldi facili, mostrano conti in guadagno, profili social con vite da sogno, numeri e rendimenti da capogiro e poi spariscono con i risparmi degli ignari investitori.
A volte usano addirittura il nome e il volto di personaggi di rilievo della scena politica e finanziaria italiana e internazionale, creando contenuti fasulli attraverso tecniche avanzate di intelligenza artificiale.
È una truffa sempre più diffusa, che sfrutta l’immagine di persone esperte e autorevoli per promuovere opportunità di investimento ad alto rischio, schemi Ponzi e inganni di ogni genere.
Il “caso Unger”
Tra gli esperti utilizzati dai truffatori per adescare le loro vittime c’è anche uno dei trader più famosi al mondo, Andrea Unger, noto per essere l’unico quattro volte campione del mondo di trading sui futures.
Andrea Unger si è rivolto più volte alle autorità per denunciare l’uso della sua immagine da parte dei truffatori.
“Spesso ricevo segnalazioni di truffe dove dei finti me propongono investimenti con ritorni a dir poco fenomenali, e purtroppo parecchie persone ci sono cascate perdendo anche parecchi soldi. Ho tentato di denunciare queste truffe alle autorità, ma mi è stato risposto che solo il truffato può denunciare la truffa. Io posso limitarmi a denunciare il furto di immagine.”
Dati reali sull’aumento delle truffe
Il problema delle truffe sta diventando una minaccia sempre più presente nella vita degli italiani, ed è per questo che riteniamo così importante informare le persone su cosa sta succedendo davvero e su come difendersi.
Stando al report della Polizia Postale riguardante la lotta al cyber crime, il fenomeno delle truffe e delle frodi online sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti. Nel 2024, la polizia ha trattato oltre 18.700 casi di truffe, con un incremento del 15% rispetto al 2023. Le somme sottratte sono aumentate del 32%, passando dai 137 milioni sottratti nel 2023 a 181 milioni di euro. Alle truffe si sommano poi le frodi, aumentate del 20%, con un volume pari a 48 milioni di euro.
Intervista e consigli di Mauro Meazza, giornalista di Radio24
Riguardo a questo fenomeno in rapida crescita, abbiamo voluto ascoltare la voce di chi ogni giorno raccoglie segnalazioni, dubbi e storie di persone truffate. Abbiamo intervistato Mauro Meazza, giornalista di Radio 24, appartenente al gruppo Il Sole 24 Ore. Meazza è co-conduttore della trasmissione “Due di Denari”, uno spazio radiofonico che da anni aiuta gli ascoltatori a orientarsi tra risparmio, investimenti e tutela dei consumatori. All’interno di questa trasmissione, assieme a due colleghi, Meazza gestisce anche uno spazio dedicato espressamente alle truffe, chiamato “Squadra Antitruffe Serpente Corallo”.
La sua prospettiva risulta particolarmente preziosa perché, attraverso la radio, ha il polso diretto di ciò che sta accadendo e della gravità delle truffe che colpiscono migliaia di italiani. Innanzitutto, abbiamo chiesto a Mauro Meazza di fornirci una panoramica generale del mondo delle truffe in questo momento.
“Le truffe sono in crescita endemica. Siamo continuamente bombardati da richieste malevole, truffaldine, che hanno i più vari obiettivi: sottrarre dati, sottrarre denaro. La nostra vita digitale, purtroppo, è molto costellata anche da queste insidie.”
Meazza ci ha parlato anche di alcune tipologie di truffa che gli sono state segnalate più volte dagli ascoltatori e dei punti deboli che rendono le persone particolarmente vulnerabili a queste truffe:
“Ci sono delle ricorrenze nei tentativi truffaldini. Queste ricorrenze emergono dalla gente che viene a contatto con le nostre iniziative antitruffa. Queste ricorrenze sono sostanzialmente la prospettiva di guadagni enormi e facili. A volte basta anche un messaggio che dica ‘Vorresti avere un secondo stipendio?’, e a noi già sembra giustamente un guadagno enorme. Poter confidare su un’entrata extra senza fatica è una delle molle che vengono più spesso attivate.
Poi c’è la paura di essere tagliati fuori da qualcosa di cui si sente tanto parlare ma che non si conosce fino in fondo che voi conoscete benissimo. Vi faccio un esempio: le criptovalute. Tutti parlano di criptovalute, tutti ti sanno dire che il Bitcoin vale centinaia di migliaia di dollari, ecc. per quanti veramente di noi sanno che cos’è, di che cosa stiamo parlando. Purtroppo molto pochi. E poi c’è naturalmente la capacità, la fortuna anche, del truffatore di andare a stimolarci in un momento di particolare debolezza. Questo noi lo vediamo essere un dato ricorrente: persone anche molto preparate, che cadono nella truffa anche se in realtà sanno benissimo che esistono queste truffe.”
Infine, abbiamo chiesto a Mauro Meazza di offrire a chi ci sta guardando, e magari ha poca esperienza nel mondo finanziario, un consiglio pratico per difendersi dalle truffe:
“Rispondere e aderire alle cose, o non rispondere e non aderire dal telefonino è importante. È proprio dimostrato che se noi cominciamo a navigare e magari ad accettare qualche primo adescamento del truffatore dal nostro smartphone, dal nostro telefono cellulare, il fatto dello schermo più piccolo, il fatto che spesso lo facciamo mentre stiamo facendo altro, siamo in metropolitana, siamo in tram, siamo in un viaggio dove ci stiamo annoiando, ecco che lì potremmo non vedere qualche tranello. La poca visibilità e anche il fatto che i truffatori sono molto furbi ci porta a sottovalutare questo rischio. Dallo smartphone mai. Di fretta mai. Se ci mettono paura mai. Mai utilizzare l’esca che ci viene fornita.”
Ricostruzione delle 3 truffe reali più diffuse
Passiamo adesso ad approfondire le modalità con cui avvengono effettivamente queste truffe. Quali sono i metodi più diffusi usati dai truffatori e in che modo prendono contatto con le loro vittime?
Abbiamo ricostruito alcune modalità di contatto basandoci su testimonianze reali.
“Sì, pronto?”
“Buongiorno signora, le parlo dalla sede europea di una società di investimenti internazionale. Abbiamo visto il suo profilo e pensiamo possa essere interessata a un’opportunità davvero unica.”
La voce è sicura. Il tono rassicurante. L’uomo si presenta come “analista”, “consulente senior” o “responsabile investimenti”. Cita nomi veri: Amazon, Tesla, Bitcoin. Parla di mercati, di rendimenti, di strategie “a basso rischio”.
Poi arriva la proposta: aprire un conto demo e fare un piccolo versamento di prova, 250 euro. “Così può vedere lei stessa quanto guadagna già nei primi giorni.”
Sul monitor, la piattaforma sembra autentica: grafici, numeri in crescita, percentuali di profitto. Ma è tutto falso.
Un copione perfetto, costruito solo per portare la vittima a fidarsi… e versare ancora di più.
I mittenti di questo tipo di email sembrano ufficiali: Banca Intesa, Binance, o un istituto europeo. L’indirizzo è quasi identico all’originale. Cambia solo una lettera che spesso nessuno nota.
La grafica è impeccabile: loghi veri, firma digitale, indirizzi legali credibili. Il testo invita a “cliccare qui” per bloccare operazioni non autorizzate o “verificare la sua identità”.
È un tranello. Quel link porta a una copia perfetta del sito ufficiale, creata solo per rubare dati personali, password e codici di accesso.
Una volta inseriti, il danno è fatto: i truffatori entrano davvero nel conto, svuotano carte e wallet crypto…e in pochi minuti spariscono nel nulla.
Tutto inizia con un messaggio privato.
Il profilo sembra reale. Foto di lusso, post motivazionali, grafici di trading, loghi noti.
A volte è l’immagine di un esperto vero: un trader, un formatore, persino un personaggio pubblico. Ma dietro quell’account… non c’è lui. È un impostore che usa foto, video e testi rubati.
Invia link a piattaforme “miracolose” o finti canali di investimento su Whatsapp o Telegram. Promette guadagni del 20% in pochi giorni, “senza rischio e con assistenza personale”.
La conversazione è studiata per sembrare amichevole, persino intima. E quando la fiducia è conquistata, arriva la richiesta: “Ti basta iniziare con 250 euro. Poi penserò io a tutto.”
Da lì, inizia il calvario.
La testimonianza reale di una vittima di truffa
Una volta scoperto l’inganno, le truffe sembrano facili da riconoscere. Il problema è capirlo subito, all’inizio, quando si è ancora in tempo per proteggersi.
Andrea Unger riceve quasi ogni giorno segnalazioni da parte di persone che sono state vittime di truffe anche molto articolate.
Ne è un esempio la vicenda di questa persona, che per motivi di riservatezza a scelto di non apparire in video:
Per me non è una cosa semplice raccontarvi cosa mi è successo. È come riaprire una ferita profonda. Lo faccio unicamente perché il mio racconto può aiutare altre persone. Se anche riuscissi a salvare una sola persona, il mio sforzo sarebbe assolutamente ripagato. Tutto è cominciato a giugno 2025.
Quando ho iniziato a fare ricerche sul trading online, sono un neofita in questo campo, non ho mai fatto investimenti finanziari. Scrollando su Facebook mi è apparsa una pubblicità della Unger Academy. Ho acquisito qualche informazione e incuriosito ho acquistato una copia del libro, Il metodo Unger. Ho pensato, se devo imparare qualcosa, meglio farlo da uno che ha esperienza pluriennale nel settore del trading. A fine giugno 2025 non avevo ancora finito di leggere il libro.
Navigando su Facebook mi sono imbattuto in un annuncio riconducibile ad Andrea Unger e alla Unger Academy. Visto il mio precedente interessamento, ho pensato subito che fosse l’algoritmo di Facebook a ripropormi l’argomento, invece mi sbagliavo di grosso.
Non ho pensato di verificare bene la fonte e lì ho compiuto il mio primo errore madornale. Ho cliccato su un link di invito e sono entrato in chat su WhatsApp direttamente con la persona che dichiarava di essere Andrea Unger, il quale mi invitava a entrare a far parte del suo gruppo denominato Sfumature di mercato 9, dove avrebbe condiviso informazioni relative ad azioni in forte crescita.
Clicco sul link e mi trovo all’interno del gruppo dove vi erano più di 60 partecipanti. Scopro solo successivamente che quasi tutti i contatti erano falsi e gestiti direttamente dal truffatore. Il sedicente Andrea Unger mi guida nell’apertura di un conto trading, mi fornisce consigli e la conversazione è sempre molto rilassata, rassicurante e professionale.
La conversazione viene gestita con molta astuzia. Si alimenta l’aspettativa di ricevere indicazioni in merito ad azioni con alto potenziale di crescita. Non viene messa alcuna fretta, anzi mi fa sentire a mio agio. Comunico inizialmente al truffatore la mia intenzione di partire con un investimento di 4.000 e mostra un atteggiamento assolutamente molto rassicurante.
Un investimento di €4.000 per la tua prima operazione è una scelta molto saggia, mi scrive. Chiedo al truffatore quale sia il suo corrispettivo per il servizio prestato. Riferisce che i servizi offerti sono gratuiti per il primo mese. Successivamente, solo se fosse riuscito a farmi ottenere un rendimento del 100%, avrei dovuto corrispondergli una commissione del 5% sui guadagni. Mi è sembrato ovviamente molto vantaggioso.
Chiedo quindi di poter firmare un accordo, ma mi risponde che il contratto sarebbe stato firmato al raggiungimento del 100% dei guadagni. Nella prima operazione di trading riesco a realizzare una plusvalenza netta di circa €500. Successivamente il truffatore mi chiede l’importo destinato alla fase successiva di investimento e gli comunico €30.000.
Subito dopo la sua assistente mi convince ad incrementare la cifra a €50.000 per poter entrare a far parte del gruppo operativo iniziale con l’illusione che avrei potuto ottenere rendimenti più elevati. Da lì in poi c’è stato un susseguirsi di messaggi sia con il sedicente Andrea Unger che con la sua assistente con il fine di invogliarmi a incrementare l’importo da investire.
Decido ad un certo punto di partecipare alla fase successiva con €170.000 con la quasi totalità dei miei risparmi. Ero totalmente concentrato sul sogno, su quello che avrei potuto fare con tutti quei soldi. Mi stavo fidando ciecamente di un perfetto sconosciuto.
Il 14 agosto 2025 effettuo l’investimento da lui indicato, impiegando quasi tutti i miei risparmi. Il giorno dopo, invece di crescere, il titolo azionario registra una perdita del 90%.
Il mondo mi crolla addosso. Mi aggrappo quindi alla sua promessa di rimborso. Il truffatore scrive sul gruppo “Unger Academy 100” tentando di spiegare le motivazioni del crollo del prezzo dell’azione e conferma di assumersi la piena responsabilità per l’accaduto. Inizialmente promette, sempre con toni rassicuranti, che avrebbe rimborsato direttamente il 95% delle perdite.
Chiedo di formalizzare il suo impegno sulla mia PEC, ma la cosa non ha avuto seguito. Chiedo allora la bozza del contratto di assegnazione delle quote del fondo, ma riferisce che è in fase di stesura. Chiedo infine di poter organizzare una videochiamata di pochi secondi, ma anche questa cosa mi viene negata.
Riesco ad ottenere solo due ridicolissimi file audio fatti con l’intelligenza artificiale che pretendevano goffamente di riprodurre la voce del vero Andrea Unger. A quel punto decido di contattare telefonicamente il servizio clienti della Unger Academy, quello vero e mi viene riferito che loro non hanno gruppi WhatsApp e che sono stato vittima di una truffa denominata pump and dump che consiste nel far crescere il valore di un’azione per poi farla crollare velocemente.
Sporgo denuncia, ma capisco subito che non esiste nessuna possibilità di recuperare i soldi persi. La polizia, purtroppo, ha armi spuntate contro questi squali della finanza, non dispone né di strumenti né di competenze per identificare i truffatori. I numeri di telefono in mio possesso sono stati generati da un software, non sono numeri reali.
Mi vergogno profondamente per quello che ho fatto. Penso e ripenso a quello che avrei potuto e dovuto fare ogni giorno, più volte al giorno. Sto vivendo un vero incubo. Volevo mettere al sicuro finanziariamente la mia famiglia e invece ho fatto l’esatto contrario.
Le leve più usate dai truffatori
Il primo passo per evitare di vivere vicende simili è conoscere in anticipo come si svolgono le truffe. Sappiamo che purtroppo i truffatori cambiano ogni giorno voce, loghi, piattaforme e strategie, tuttavia il copione resta sempre lo stesso: sfruttano la fiducia, la fretta e la speranza di un guadagno facile.
Andrea Unger, trader professionista dal 2001, si occupa di formazione di trading dal 2015. Da anni si impegna nella sensibilizzazione contro il fenomeno delle truffe, proponendo risorse gratuite per insegnare alle persone a riconoscere i truffatori prima che sia troppo tardi.
E proprio per il suo impegno e la sua credibilità, oltre alla sua fama di 4 volte Campione del Mondo di Trading, l’immagine di Unger viene usata dai truffatori per colpire la fiducia degli investitori.
La testimonianza di Andrea Unger
Nel mondo degli investimenti le truffe sono sempre state presenti. ultimamente hanno raggiunto un livello in più di sofisticazione grazie all’intelligenza artificiale che permette di creare dei contributi dove persone conosciute nell’ambiente propongono appunto investimenti.
È successo anche a me, ho vissuto alle segnalazioni che mi sono state fatte diversi casi dove persone hanno ricevuto dei contributi, anche video dove il sottoscritto proponeva investimenti molto dubbi.
Molte persone ci sono purtroppo cascate e c’è poco da fare, bisogna porre attenzione a parte il fatto di poter effettivamente riconoscere se un video sia reale o meno ponendo attenzione ai dettagli proprio del video, ma questo non si può pretendere che le persone lo facciano perché a parte che richiede magari competenze fuori dalla loro portata, ma insomma quando si riceve qualcosa del genere si bada alla sostanza e non ai dettagli.
Come riconoscere una truffa (anche sui social)
Però ci sono dei dettagli che possono essere comunque osservati per riconoscere un falso. E il primo il primo dettaglio è ovviamente la promessa di performance che non sono alla portata degli investitori di nessun genere. Quando si parla di performance anche del 10% al mese già c’è odoro di truffa perché sono appunto dei numeri che non sono realizzabili in maniera continuativa sui mercati ed ecco quello il primo campanello d’allarme.
In questi video poi spesso o in queste sollecitazioni che si ricevono, spesso si viene anche invitati ad agire subito perché quell’occasione su quello specifico titolo potrebbe svanire da lì a poco e quindi si viene proprio pressati per buttarsi subito in questo investimento. Questo è un altro segnale d’allarme.
Bisogna stare attenti da dove arrivano questi segnali perché pur avendo delle intestazioni che sono rimandano anche al sottoscritto Andrea Unger, Ungar Academy e via dicendo, se si guarda con attenzione questo si potrebbe notare per esempio che spesso vengono contraffatti i profili aggiungendo lo spazio, un punto oppure spostando con una lineetta di separazione il titolo perché non potendo creare lo stesso identico nome della pagina originale viene ovviamente aggiunto qualcosa di poco visibile che permette di creare questo profilo.
Noi abbiamo fatto autorizzare i nostri profili sia di Facebook che di Instagram con la spunta blu che possa permetter di verificare che il profilo sia autentico. Invito tutti a porre estrema attenzione che qualunque messaggio che a cui siate interessati abbia la spunta blu perché è quello che contraddistingue il profilo reale dal profilo contraffatto.
State attenti anche agli inviti di invio denaro in zone poco chiare, tipo le Isole Cayman, Cipro, insomma senza offesa per questi paesi, ma parlo della modalità con cui si possono trattare certi dati in certe zone, quindi attenzione.
E poi vi voglio ribadire che la Academy non vi chiederà mai denaro da investire. Questo non è lecito e non verrà mai fatto dalla Ungar Academy. Semmai vi dovesse essere un presunto rappresentante della Unger Academy a invitarvi a versare del denaro per un investimento, segnalatecelo immediatamente. Potete scrivere a support@ungarcade.com e potete quindi chiedere anche tutti i dubbi che avete.
Mi è successo che uno studente volesse avere un incontro online con me prima di investire nei nostri programmi formativi perché aveva dei dubbi che non fosse invece un una truffa congegnata ad arte. IN quel caso era tutto vero, però ecco, vi ripeto, non abbiate paura di dubitare perché non è non è peccato e anzi in questo mondo è quanto mai lecito é quanto mai doveroso avere tutti i dubbi nel caso.
Gestione insufficiente dalle autorità e cosa fare
Seguire questi consigli è fondamentale perché cadere in una truffa può voler dire perdere tutto in pochi click e non riuscire più a recuperare i soldi persi.
Questo accade non solo a causa dell’astuzia dei truffatori, ma anche di una gestione ancora insufficiente da parte delle autorità competenti.
Vedendo tutte le segnalazioni di truffa che ho ricevuto e essendomi rivolto io per primo alle autorità, dove ho sporto denuncia, ho sporto denuncia per uso indebito, per appropriamento dell’immagine, tutto quello che potevo fare, i truffati possono invece sporgere denuncia per la truffa subita, chiaramente io mi sento comunque di rivolgere un appello alle istituzioni perché ritengo che sarebbe opportuno fare qualcosa che possa permettere di arginare questo fenomeno, dare risorse extra o comunque agevolare il percorso delle indagini per individuare questi truffatori, per poterli punire o perlomeno bloccare, perché non è stato un discorso di soldi che le persone purtroppo perdono.
È di fiducia, di protezione del cittadino che stiamo parlando e quindi ritengo che sia quanto mai importante.
Da parte nostra, da parte di tutti, l’unico modo di evitare queste truffe è tutelandosi e stando particolarmente attenti. Chi purtroppo è già stato truffato, lo invito caldamente a denunciare il proprio caso alle autorità perché più denunce ci sono, maggiore è la probabilità che ci possa essere una indagine accurata, proprio dedita a questo fenomeno.
E chi invece fortunatamente non è ancora caduto nella rete dei truffatori, attenzione, attenzione alle promesse eccessive, attenzione a tutto quello che sembra strano. Chiedete, chiedete due, tre volte, quattro volte, non preoccupatevi, è lecito e quantomai doveroso.
L’unico investimento sicuro è la conoscenza. La conoscenza ci permette di individuare quelle che sono delle promesse poco plausibili e quindi di bloccare sul nascere queste truffe.





