Il Mio 2019

di Andrea Unger

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Trascrizione

Ecco ragazzi quello che è successo nel mio 2019 a livello di strategie.

L'analisi la faccio come al solito sui principali mercati o settori.

Perché lo faccio?

Lo faccio perché questa analisi dà una risposta a quella che è la tendenza di un certo mercato, di un certo settore, di rispondere bene o male alle logiche dei trading system che ho in portafoglio, e per capire quanto il suo comportamento sia linea con quello che ha mostrato negli anni.

Ricordiamo che statisticamente si lavora appunto su quello che i mercati mostrano durante gli anni e si punta sul fatto che continuino a comportarsi in maniera simile, quanto più i risultati sono buoni tanto più stabile è il comportamento di quel mercato.

Parto subito con la nota dolente sugli energetici che sono stati spesso un cavallo di battaglia, ho sempre detto che Dax e Crude oil erano in qualche maniera i miei mercati preferiti, a livello psicologico erano le strategie che preferivo e avevo anche detto che ero però smentito nei risultati, perché questi erano quelli che già l'anno scorso nel 2018, insomma, non è che fossero proprio brillantissimi, mentre altri mercati MiniS&P e obbligazionari, che personalmente mi piacciono di meno, mostravano risultati migliori.

Iniziamo con gli energetici

La conferma purtroppo c'è stata, perché questa è la tabella degli energetici durante l'anno e si vede, questo è un collage dell'ultimo activity statement di Interactive Brokers dove mi dice nel mese e nell'anno cosa hanno fatto i singoli strumenti.

Ovviamente soltanto alcuni hanno risultati per il mese, sono scadenze più recenti, mentre tutte le scadenze tradate durante l'anno mostrano un risultato annuale.

Qui cosa vedo?

Qua vedo che il Crude Oil, che è il principale dei future energetici, è andato decisamente male, anche la scadenza, quella di gennaio 2020 che è stata l'unica ovviamente tradata nel mese di dicembre a cui si riferisce questa colonna del mese, che non ho lasciato fuori semplicemente perché lo screenshot la comprendeva, ma non è molto importante, questa è quella importante "Year to date" fa vedere che ha perso, ma soprattutto dicembre e novembre, le vedete qua, sono stati veramente pessimi.

Ottobre e settembre si sono difesi, agosto di nuovo male, ma in generale anche luglio, maggio neutro quasi, aprile male, insomma è stato un future che si è comportato nei miei confronti male.

Ricordiamo che qui non è che stiamo parlando di una strategia, stiamo parlando di pescare in mezzo a un numero di strategie, a seconda delle decisioni del software Titan che uso e mi dice quali sono quelle che si sono comportate meglio e che quindi devono essere messe in portafoglio per i mesi a venire.

Qui purtroppo la situazione è stata devastante comunque andassimo a pescare, sebbene la maggior parte delle strategie di questo mercato abbiano un modello di base che è trend following, si vede come perlomeno nell'orizzonte temporale in cui agiscono i singoli sistemi, questa logica non abbia funzionato molto bene quest'anno, e i risultati parlano decisamente chiaro.

La benzina, il gasoline, vedete qua, è quella che a settembre è andata bene, vedete qua 26.600 euro, ed era andato benino anche il Crude Oil, quindi diciamo era un mese che gli energetici sembrava rispondessero abbastanza bene in generale a quello che era logico, però anche lui nell'ultimo periodo dell'anno, vediamo ottobre e novembre, dicembre va bene è come se non ci fosse, e poi qui neutro, ha mostrato segni di debolezza.

Vi posso dire che il Gasoline, finora era il future più pulito nella risposta al trend following e quindi vedere questi risultati a fine anno fa suonare un campanello d'allarme.

Non vuol dire niente, non vuol dire che il mercato si sia rotto, che ha cambiato, no!

Vuol dire semplicemente che bisogna stare attenti a valutare quello che succederà da qui a venire, perché potrebbe veramente cominciare un periodo difficile per quello che riguarda il trend following sul Gasoline che pure è sempre stato bravo.

L'Heating Oil (l'ho messo solo perché fa parte degli energetici tra l'altro ho lasciato fuori il Natural gas, ma non è quello che interessa maggiormente) è andato male anche lui, ma questo è un mercato più difficile.

Voi direte: "Guarda che non è andato male, guarda che hai fatto 29.000 a ottobre!"

In realtà questo 29.000 fa parte, parte di questi 29.000, era grazie, grazie insomma si fa per dire, alla posizione aperta durante l'attacco ai pozzi petroliferi in Arabia Saudita, e quindi ha aperto in un gap up notevole il lunedì mattina, io ero long di 7 contratti e ho portato a casa una cifra considerevole e si riflette in questo risultato qua.

Al netto di questo si vede che comunque il mercato non si sia comportato per niente bene, quindi per gli energetici anno brutto, decisamente brutto.

Passiamo agli indici

Sugli indici di nuovo ho la conferma che ormai devo accettare, accetto volentieri, che il miniS&P sia quello che ha le strategie più stabili nel proprio comportamento, principalmente mean reverting, ma si vede che prima di tutto tutte le scadenze hanno risultati positivi, li vedete, confermati anche nell'ultimo periodo.

Dicembre e gennaio sono le due scadenze, scusate marzo, sono le due scadenze che hanno operato nel mese di dicembre 2019, questo è il month to date e c'è stata una notevole stabilità diciamo, dei risultati, dappertutto.

Quindi continua a performare bene nonostante a me non piacciano queste strategie, quindi la mia psicologia viene sconfitta da quelli che sono i risultati, fortunatamente la sconfitta, in questo caso, è qualcosa di positivo per quello che riguarda l'equity line.

Il Dax, l'ho messo qua sotto assieme al miniS&P, ho lasciato fuori gli altri che non sono i principali qui... il Dax ha avuto un periodo brutto a metà anno con la scadenza a giugno, siamo nel secondo trimestre dell'anno, è andato decisamente male, molto male, al punto che i risultati di questo periodo hanno, non dico azzerato, ma hanno pesantemente influito sullo stato finale del future, che è stato positivo, ma che ancora una volta non mostra brillantezza.

Quindi periodi come questo del future sulla scadenza a giugno potrebbero ripetersi e ovviamente mettere in cattiva luce quello che è il comportamento storico, fra virgolette, del future Dax, che era tra i miei preferiti, adesso comincia a non esserlo più, perché quando va vale come in questo periodo, non fa piacere.

L'oro non è andato da nessuna parte, l'oro vedete ha avuto un brutto fine anno, è rimasto lì, ha mostrato dei segni di ripresa poi nell'ultimo periodo, però in generale non è che abbia fatto faville.

È un mercato che cominciando da metà del 2017, o forse anche un po' prima, ha cominciato effettivamente a zoppicare per quelle che erano le sue logiche normali, per cui attenzione a chi si concentra soprattutto sull'oro, chi ha molti sistemi sull'oro, che ultimamente non è più il mercato di una volta.

Ed infine gli obbligazionari

Ed ecco gli obbligazionari, qui pure c'è stato, per quanto i risultati siano positivi nel complesso, c'è stato uno svarione nel Bond nella parte finale, dicembre 2019, vedete qua, anche marzo 2020, seppur di poco, però è stato perdente.

È concomitante comunque con quella fase di difficoltà che ha avuto proprio il mercato obbligazionario di fine anno, per il resto si è comportato benino.

Molto più stabile in generale il trentennale, che a parte all'inizio anno ha fatto qualche cosina e poi ha perso qualcosina sulla scadenza di dicembre, si è comportato bene per il resto delle sue scadenze, vedete anche qui nella parte finale quella del marzo 2020 nel mese di dicembre, cioè l'ultimo mese dell'anno, ha fatto benone e nel complesso è andato bene.

Posso dirvi che le strategie che ho sul trentennale del T Bond americano sono più varie a livello di tipo di modello rispetto a quelle del Bund, e questo potrebbe avere aiutato ad avere un anno abbastanza stabile.

Ho messo anche il decennale americano, ma è come se non ci fosse, ha perso qualcosina, ma niente di che, lo giudico neutro anche perché ho una sola strategia ve lo confesso, e quella ha lavorato ogni tanto sì ogni tanto no, non è quello che è importante.

Cosa ho imparato dal 2019?

Ad ogni modo avete visto questi sono i mercati principali, la tendenza generale che mostra ancora volta stabilità sui mercati più maturi, come miniS&P e il T bond qualcosa che continuo a dire e che trova conferma nei risultati, questo più tutte le altre strategie che avevo in essere, ha portato ad un risultato, questo è il portfolio analyst di Interactive Brokers ancora, che porta un risultato del 26,28%, questo al netto di tutto, questa è l'equity line, vedete insomma momenti anche non piacevoli qui.

Molti di questi svarioni sono legati ai problemi dei dazi Usa-Cina, quando i Tweet di Trump hanno fatto ballare non poco le borse e hanno trovato subito un'applicazione sulle discese dell'equity line, però in generale diciamo, che il risultato generale non è assolutamente negativo, è sopra a quello che io ho come obiettivo di media negli anni.

Ho sempre detto i migliori possono fare il 30/35%, io mi accontento di un 20% come media, che è quello che storicamente ho più o meno registrato sul conto principale dove opero, e 26% quindi è assolutamente qualcosa che mi fa piacere.

A questo punto il 2020 inizia male per tanti motivi politici, lo sappiamo c'è molta instabilità, è preoccupante soprattutto per quelle che sono le vicende in atto.

Si riflette anche sui mercati, vedremo come ne usciremo insomma.

Ci vediamo quindi fra un anno più o meno.

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Andrea Unger

Ciao, sono Andrea Unger, Trader professionista dal 2001 e unico a vincere per ben 4 volte il Campionato del Mondo di Trading con denaro reale.

Grazie a questi risultati sono spesso invitato come relatore in convegni in Europa, Stati Uniti e Asia. 

Sono inoltre autore di diversi libri, tra cui il primo in Italiano sulla Gestione del Rischio nel Trading, tradotto anche in Cinese e Inglese.

Metto a disposizione decenni di esperienza, di prove, di vittorie e sconfitte con le quali ho ideato un metodo scientifico, sistematico, replicabile e universale con cui, in soli 4 anni, più di 1.000 trader sono riusciti a rendersi autonomi.

Devi sapere infatti che gli studi dimostrano che solo il 25% dei trader guadagna, ma di questi ben il 90% lo fa con il trading sistematico...

Come mai allora i formatori insegnano quasi sempre solo il trading discrezionale? 

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